Galaxy Express 999.

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Galaxy Express 999 (銀河鉄é“999;, Ginga Tetsudo 999) è il titolo di un manga e di una serie di anime creata da Leiji Matsumoto, e si inserisce nello stesso universo narrativo di altre serie dello stesso autore come Capitan Harlock e Star Blazers, con cui condivide anche alcuni personaggi. La serie di anime venne trasmessa in Giappone nel 1977.

Galaxy Express 999 è ambientato in un futuro ad alta tecnologia, dove le persone con un “corpo meccanico” stanno spingendo l’umanità verso l’estinzione. Un ragazzo di strada, Masai (nell’originale si chiama Tetsuro Hoshino), desidera disperatamente un corpo meccanico indistruttibile, che gli fornisca la possibilità di vivere in eterno e la libertà che gli umani poveri della Terra non hanno. Nonostante i corpi meccanici abbiano prezzi proibitivi, si suppone che essi vengano dati gratis sul pianeta Andromeda, il capolinea del treno spaziale Galaxy Express 999 (la tecnologia è avanzata al punto che i veicoli per i viaggi spaziali possono assumere qualsiasi forma, come la locomotiva classica nella storia).

Tetsuro incontra una donna bellissima, Maisha (nell’originale si chiama Maetel che deriva dal latino mater), che è la copia di sua madre morta. Maisha gli offre un passaggio sul 999 in cambio della sua compagnia durante il viaggio. Masai acconsente.

Durante il viaggio, Masai affronta molte avventure ed incontra molti “uomini macchina”, incluso il conte Meca, la macchina che ha ucciso sua madre. Masai riesce ad avere la sua vendetta sul crudele conte. Masai si rende conto sempre di più che un corpo meccanico non potrà risolvere tutti i suoi problemi. Infatti molte delle persone macchina che incontra, rimpiangono di aver dato via la loro umanità. La più patetica di tutte è Crystal Claire, che lavora a bordo del 999. Il suo corpo, sempre nudo, è un limpido cristallo, che tuttavia desidera il calore del contatto umano, proprio come Masai.

È implicito che Maisha abbia un corpo meccanico, perché fa visita al suo corpo umano su Pluto, dove i corpi umani “scartati” sono incassati nel ghiaccio, in una gigantesca tomba planetaria. Nel manga, uno dei personaggi la definisce “l’altro universo di cui ho paura!”, rendendo il problema di chi o cosa lei sia, ancora più nebuloso.

Finalmente Masai e Maisha raggiungono Andromeda dove lui scopre la terrificante verità… che sta per essere trasformato in un bullone. La Regina Prometheum, capo dell’impero meccanizzato e madre di Maisha, controlla il pianeta Andromeda con componenti umane completamente meccanizzate. Con la prospettiva di Masai trasformato in un bullone, Maisha si rivolta contro la madre. Con l’aiuto di suo padre, il Dr. Ban, che esiste nel pendente che lei porta al collo, Maisha distrugge sua madre e Andromeda. La vera natura di Maisha viene svelata; lei vive in un corpo umano ed è in grado di rimpiazzarlo ogni volta che invecchia, permettendole di vivere per sempre.

Maisha e il 999 riportano Masai sulla Terra e ripartono per lo spazio, presumibilmente per non tornare mai più.

Nel 1996, Matsumoto ha iniziato una nuova serie di GE999, ambientata un anno dopo la prima, in cui la Terra viene distrutta e Masai cerca di scoprire l’origine dell “oscurità” che minaccia la vita di tutto l’universo.


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9 Responses to “Galaxy Express 999.”

  1. ferz in the box Says:

    Devo dire che questo post su Galaxy express, mi è piaciuto tantissimo, considerando che hai preso in esame uno dei cartoni animati più intensi che abbia mai visto!!!
    bella idea … brava Alessia!!!
    Galaxy express era bellissimo, ma ricordo che quando ero bambino mi rattristava moltissimo, e rivedendolo poco tempo fa mi sono reso conto che la caratteristica che lo rendeva molto triste era l’incredibile paradosso che quasi tutti ( o tutti?!) i pianeti dove sbarcavano erano contaminati da qualche virus letale…oppure era destinato ad esplodere per qualche motivo cataclismatico…oppure era composto da terreno prevalentemente sterile..oppure gli abitanti erano degli psicopatici….oppure erano deserti…oppure erano prigioni….oppure….va bhè la smetto !!!

  2. Alessia Says:

    Ci ho passato serata intere davanti a questo cartone, ne ero talmente affascinata che poi la notte, quando andavo a dormire, mi facevo in testa mille storie, mi immaginavo in viaggio coi protagonisti a salvare la galassia … insomma non ti dico.
    Però è vero: ogni pianeta su cui sbarcavano o era contaminato o in procinto di esplodere.
    Insomma, uno scenario un pò triste non solo per l’ambientazione cataclismica dei pianeti, ma anche per la storia in sè.

  3. ferz in the box Says:

    é vero …la storia era triste, ma in fondo era quella tristezza che lo rendeva affascinante

  4. Alessia Says:

    Infatti.
    Comunque, da adulto ti rendi conto meglio di quanto la storia possa essere triste perchpè realizzi tante cose che da bambino magari non avresti mai capito fino in fondo.

  5. R.A.M.Page Says:

    Confermo, è molto più bello a rivederlo con gli occhi dell’adulto perchè l’evento tragico non viene considerato solo per l’impatto iniziale ma anche per la morale che ne segue…peccato che risulti un pochino lento a tratti.

    Comunque grande Matsumoto!

  6. Willy Says:

    Questo non e’ un cartone animato comune come tutti gli altri…e’ un polpettone filosofico esistenziale di sapore leopardiano-schopenhaueriano
    A me incute un profondo senso di profonda malinconia,di cupa tristezza e di forte depressione,per tanto lo sconsiglio a dei bambini anche perche’ non lo comprenderebbero nella sua essenza ed e’ fuori dalla portata di quell’eta’.
    Ma ha il pregio(cosi e stato almeno per me) di farti riscoprire i valori cristiani ed
    evangelici

  7. StonyGate Says:

    Che bello Quani bei ricordi!!! Come mi piaceva maisha ( anche ora che ho 30 meloni ), anche se mi incute una certa tristezza per il lato filosofico della questione ” scappare non risolve nulla ” o meglio in un altro senso ” L’eternita puo essere un inferno in vita ” ho sempre pensato che con la caompagnia giusta si puo ragiungere l’altro capo dell’universo!!
    Si faccio parte del ” Vabbe bicchirere mezzo pieno ” speriamo che non si svuoti!

  8. Alessia Says:

    Ciao StonyGate, fai bene a far parte del “bicchiere mezzo pieno”: ci vuole sempre un pò di ottimismo nella vita perchè ti fa vivere le cose con più serenità. Essere pessimisti non fa che aumentare il peso della vita, te lo dice una che di pessimismo ne è campionessa ;-)

  9. Willy Says:

    In quel cartone il bicchiere è tutto vuoto,e in una maniera o nell’altra fa riflettere…

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