Ascoltiamo muscia legalmente con Spotify

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Un modo semplice e veloce per ascoltare tanta musica? Nell’era in Internet si chiama Spotify! Questo sito d√† la possibilit√† di ascoltare in streaming, on demand, praticamente qualsiasi canzone voi vogliate; √® gratis, o quasi, ed √® utilizzatissimo

Negli ultimi anni l’industria della musica ha affrontati diversi problemi in quanto gli utenti possono scaricare musica gratis, spesso illegalmente. Ormai sono in pochi ad acquistare i CD, ma Spotify propone un modo giusto per accedere alla musica senza danneggiare gli artisti e le case discografiche.

Spotify √® un servizio di musica in streaming, un programma che permette di ascoltare musica senza doverla scaricare illegalmente e senza i ritardi nel caricamento tipici dello streaming. E’ disponibile per Windows e Mac e l’app funziona su gran parte degli smartphones. Il download √® veloce e la libreria √® vasta. Spotify possiede anche un’ottima funzione di ricerca e, per questo, √® semplice da utilizzare: le ricerche possono essere effettuate per artista, genere, brano, ecc … I tempi di caricamento sono minimi. E’ come avere un jukebox sullo smartphone o sul computer in ogni momento.

Come mai √® gratuito? La risposta √® semplice: pubblicit√†. La prima volta che si crea l’account vengono offerti sei mesi di periodo di prova che permettono di ascoltare una quantit√† illimitata di musica supportata da pubblicit√† visiva on stile radiofonico. Dopo il periodo di prova, Spotify ha un limite di ascolto di dieci ore mensili suddivise in porzioni da 2.5 ore a settimana.

I fondatori, Daniel Elk e Martin Lorentzon, svilupparono questo programma nel 2006, ma lo lanciarono soltanto nel 2008. Spotify non ha avuto un successo immediato; in effetti, nel 2008, ha subito perdite considerevoli. Nel 2009 sorsero dei problemi: fu evidenziato un difetto nel sistema di sicurezza e, per sbaglio, vennero divulgate alcune informazioni private.

Nel 2010 il software antivirus Symantec segnal√≤ Softly come una sorta di virus chiamato “cavallo di Troia” (Trojan) e il servizio smise di funzionare su milioni di computer in tutto il mondo. Fortunatamente la situazione miglior√≤ e il World Economic Forum lo scelse come pioniere della tecnologia nel 2011. Lo stesso anno Spotify ottenne il supporto delle maggiori case discografiche. Oggi il programma possiede oltre 20 milioni di utenti, e circa il 25% di questi paga per la versione premium illimitata.

[Articolo tratto dal mensile SpeakUp, dicembre 2013. Traduzione di Alessia Angeli]


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