Lussuria e seduzione a Shanghai.

Esce nelle sale il film hard di Ang Lee.

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Dopo aver vinto all’ultima Mostra del cinema di Venezia arriva nelle sale italiane il 4 gennaio “Lussuria - Seduzione e tradimento” di Ang Lee, premio Oscar per “I Segreti di Brokeback Mountain”. Il film è ambientato a Shanghai durante la II Guerra Mondiale. Erotismo e spionaggio convivono in una pellicola dove tutti i personaggi hanno qualcosa da nascondere. C’è molta cuiriosità attorno ai dieci minuti di sesso sfrenato tra i due protagonisti.

“Lussuria - Seduzione e tradimento” è un avvincente thriller erotico di spionaggio che racconta il destino del cuore di una donna, il film è tratto da un racconto della scrittrice cinese Eileen Chang (da noi meglio nota come Zhang Ailing), ed è interpretato dall’icona del cinema asiatico Tony Leung accanto all’esordiente Tang Wei.

Shanghai, 1942. Prosegue la dura occupazione giapponese di questa città, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. La signora Mak, una donna ricca e sofisticata, entra in un caffé, fa una telefonata, e poi si siede ad aspettare. Ricorda come molti anni prima è cominciata la sua storia, nel 1938, in Cina. Non è ancora la signora Mak, ma la timida Wong Chia Chi (Tang Wei).

Mentre infuria la guerra è stata lasciata sola dal padre, fuggito in Inghilterra. Al primo anno di università, incontra uno studente, Kuang Yu Min (Wang Leehom). Kuang ha messo in piedi una compagnia teatrale allo scopo di tenere alto lo spirito patriottico della gente. Nel ruolo di prima attrice della nuova compagnia, Wong capisce di aver trovato la sua strada, di essere capace di commuovere ed emozionare il pubblico – e Kuang.

Il giovane convince un gruppetto di studenti a mettere in atto un piano radicale e ambizioso per assassinare un grosso collaborazionista dei giapponesi, il signor Yee (Tony Leung). Ogni studente ha una parte da interpretare: Wong sarà la signora Mak, che prima conquisterà la fiducia di Yee diventando amica di sua moglie (Joan Chen), poi intreccerà una relazione con lui. Wong subirà una trasformazione profonda, esteriore e interiore, mentre il piano procede secondo quanto stabilito, finché un fatale imprevisto non la costringerà alla fuga.

“Per me, non c’è storia di Eileen Chang più bella e più crudele di Lust, Caution. L’autrice ha lavorato per anni, decenni, a questo romanzo, - ha detto Ang Lee- ritornandoci a più riprese come un assassino torna sulla scena del crimine, o una vittima rimette in scena il suo trauma, per il puro piacere di variare o immaginare di nuovo il dolore. Realizzando questo film, in realtà non abbiamo ‘adattato’ il libro della Chang, lo abbiamo rimesso in scena – proprio come i suoi personaggi vivono e rimettono in scena la loro parte”.

“La Chang descrive quello che prova Wong Chia Chi da ragazza, - continua il regista premio Oscar- dopo ogni rappresentazione: lo stato di eccitazione che a stento riesce ad attenuare, anche dopo la cena a notte fonda con i colleghi e un giro sul tetto di un tram a due piani. Leggendo quelle righe, mi sono tornate in mente la mia prima esperienza su un palcoscenico, nel ’73, all’Accademia d’Arte Drammatica di Taipei. La stessa impennata di energia alla fine della commedia in cui avevo recitato, lo stesso clima cameratesco del dopo-teatro, lo stesso vagabondare. Ho capito come questa esperienza fosse centrale nel lavoro della Chang, e come potesse essere resa in un film”.

[TGcom]


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