Piccole quiche con ricotta e rucola.

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No, non ho scritto una parolaccia :-D
Anche io la prima volta che ho sentito questo nome credevo fosse una parola mal pronunciata e non avevo la minima idea di cosa mi stesse parlando il cameriere.
La quiche altro non é che una tortina di pasta brisée (o pasta friabile) salata che va servita calda tra gli antipasti.

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per 6 persone:

  • 300 g di pasta brisée pronta
  • 250 ml di latte
  • 120 g di ricotta al forno
  • 3 uova
  • 120 g di rucola
  • 1 cipolla
  • burro
  • noce moscata
  • farina
  • sale fino
  • 6 stampini rotondi
  • fagioli secchi

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Stendete la pasta con il mattarello, sul piano di lavoro infarinato, a 2-3 mm di spessore. Dividetela in sei pezzi coi quali foderare gli stampini imburrati, eliminando la pasta in eccesso. Ritagliate dalla carta da forno 6 dischi, delle dimensioni degli stampini, coi quali ricoprire la pasta. Infine, versate all’interno delle tartellette una manciatina di fagioli secchi ciascuna (i fagioli servono a non far sollevare la pasta in cottura). Infornate gli stampini a 180° per 7-8 minuti, finchè la pasta é dorata.

Affettate mezza cipolla e rosolatela per 2-3 minuti in padella con una noce di burro. Togliete le tartellette dal forno ed eliminate fagioli e carta: ora avete ottenuto delle scodelline di pasta brisée nelle quali dividete la cipolla rosolata.

Dividete nelle tartellette la ricotta tagliata a dadini e la rucola a striscioline. Sbattete in una ciotola le uova con il latte, una grattugiata di noce moscata e un pizzico di sale. Versate il composto nelle tartellette e ripassatele nel forno ancora caldo per altri 15 minuti. Servitele calde o a temperatura ambiente.

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Prosecco di Valdobbiadene.

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Curiosità

La pasta brisée é fatta di burro farina e acqua (la farina il doppio del burro, l’acqua la metà). Dal gusto neutro, é adatta a ricette dolci o salate. Come le quiche, le celebri torte salate francesi con un ripieno di uova e latte. Nei supermercati si può trovare pronta, fresca o surgelata. La tecnica con i legumi secchi si chiama “cottura in bianco” e permette di fare gusci vuoti da riempire a piacere dopo cotti.


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