Il mancinismo: la mano del diavolo.
Mentre fino a non molti anni fa i mancini erano discriminati come individui “difettosi” e forzati ad usare la mano destra, recentemente si tende a considerarli più creativi dei destrimani e il mancinismo viene addirittura ritenuto da alcuni un indizio di genialità . Questo cambiamento di opinione, dovuto probabilmente alle nuove conoscenze sul funzionamento del cervello, non impedisce tuttavia alle persone mancine di incontrare non poche difficoltà in un mondo concepito per i destrimani. Il disagio riguarda soprattutto i bambini, che devono confrontarsi con i compiti dello sviluppo e dell’apprendimento scolastico: educatori ed insegnanti devono quindi esserne consapevoli per aiutarli al meglio.
I due più grandi geni dell’umanità : Albert Einstein e Leonardo da Vinci. Il più grande condottiero del mondo antico: Giulio Cesare. Due giganti dell’arte: Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio. Tre dei massimi filosofi: Aristotele, Kant, Nietzsche. Due imperatori: Alessandro Magno e Napoleone Bonaparte. E via elencando con Picasso, Churchill e Beethoven, fino ai contemporanei Paul McCartney, John F. Kennedy, Bill Clinton, Bill Gates…. l’elenco dei mancini famosi, dall’antichità ad oggi, potrebbe riempire un intero volume. Eppure, fino a qualche decennio fa le persone mancine scontavano il peso di un tenace pregiudizio, secondo il quale il mancinismo era un difetto da contrastare e sradicare: non per nulla la stessa parola deriva dal latino “mancus”, che significa impedito, manchevole, mutilato.
In lingua spagnola l’espressione “no ser zurdo” vuol dire essere intelligente, ma la traduzione letterale è “non essere mancino”. Nella Roma antica entrare in una casa con il piede sinistro era considerata una grave offesa, tanto che i servitori venivano piazzati alla porta d’ingresso per assicurarsi che l’ospite mettesse avanti per primo il piede destro. Nella tradizione ebraica e cristiana la mano sinistra è connessa al demonio; per i musulmani è peccato mangiare o lavarsi con la mano sinistra, considerata impura.
Se oggi le cose sono cambiate ed è iniziato il tempo del riscatto per i mancini lo si deve agli studi neurofisiologici che hanno fatto luce sull’origine di questa caratteristica funzionale, chiarendo che il diavolo non c’entra proprio per niente. C’entra invece il fatto che il nostro cervello è suddiviso in due emisferi: destro e sinistro.
Si sa da tempo che ciascun emisfero controlla il lato opposto del corpo, ma è solo nella seconda metà del secolo scorso che il neurofisiologo Roger Sperry, a cui nel 1981 è stato assegnato il premio nobel per questi studi, ha dimostrato che ciascun emisfero presiede a specifiche funzioni.
All’emisfero sinistro competono essenzialmente le funzioni logico-linguistiche e il pensiero analitico, mentre nell’emisfero destro sono localizzate le funzioni visuo-spaziali, immaginative, musicali e il pensiero intuitivo-sintetico.
Semplificando al massimo, possiamo dire che nella grande maggioranza delle persone l’emisfero sinistro è dominante, il che determina la preferenza ad utilizzare la mano destra e il prevalere del pensiero logico-analitico, mentre nei mancini la dominanza appartiene all’emisfero destro, quindi si stabilisce la preferenza ad utilizzare la mano sinistra e una prevalenza del pensiero intuitivo e della creatività . In realtà le cose sono decisamente più complesse, dal momento che esistono diversi gradi di mancinismo: si va da individui mancini al 100%, in quanto usano di preferenza sia la mano, che il piede, che l’occhio sinistro, a persone che usano magari il piede sinistro per calciare ma la mano destra per scrivere e l’occhio sinistro per guardare in un cannocchiale. Benché la spiegazione neurofisiologica di queste dominanze “miste” o “incrociate” non sia ancora ben chiarita, si ritiene che tutto dipenda dal modo in cui le funzioni emisferiche sono distribuite nel cervello di questi soggetti: in alcuni, ad esempio, il linguaggio è dominato da entrambi gli emisferi e non solo dal sinistro; in altri sia il linguaggio che le funzioni visuo-spaziali sono collocati nello stesso emisfero.
Un fatto su cui molte ricerche concordano è che nei mancini è molto più sviluppato il corpo calloso, una struttura centrale composta da circa 250 milioni di fibre nervose che collegano i due emisferi. è grazie al corpo calloso che i due emisferi possono scambiarsi informazioni, e poichè nei mancini e negli ambidestri esso contiene circa 30 milioni di fibre in più rispetto ai destrimani, questo scambio può avvenire molto più rapidamente.
Ciò spiega, fra l’altro, la superiorità dei mancini in molte attività sportive, come il tennis e la scherma, che richiedono la rapidissima integrazione di dati percettivo-spaziali e di decisioni motorie, nonché la loro convergenza sul movimento di un solo arto. In questi sport è proprio la velocità di trasmissione interemisferica che può fare la differenza tra un bravo giocatore e un campione.
Tornando alla distribuzione delle diverse funzioni nei due emisferi, il fatto che nei mancini quello dominante sia il destro può far sì che, come abbiamo accennato, questi individui abbiano una maggiore predisposizione per le arti e per le attività creative in genere e che, di conseguenza, manifestino più spesso dei destrimani un talento musicale, pittorico o matematico: non stupisce, quindi, che la caduta dei pregiudizi nei confronti del mancinismo sia stata seguita da una rivalutazione secondo cui tra i soggetti con questo tipo di lateralità vi sarebbero molti potenziali geni. Ma, nonostante questa opinione lusinghiera, rimane il fatto che il mancino è costretto a vivere in un ambiente in cui tutto, dagli utensili alle suppellettili e agli indumenti, è predisposto per i destrimani.
Se questo può essere un problema di poco conto per gli adulti, non bisogna invece sottovalutarne l’importanza per i bambini, che senza dubbio incontrano difficoltà sia negli apprendimenti pratici che in quelli scolastici. La soluzione di forzare il bambino tendenzialmente mancino ad usare la mano destra è senz’altro da scartare, in quanto provoca insicurezza e inferiorizzazione e, a volte, può essere causa di veri e propri disturbi, come la balbuzie.
è bene invece incoraggiare l’uso di entrambe le mani fino a quando non si sarà stabilita una preferenza definitiva, il che avviene di solito intorno ai tre anni. In seguito, se la preferenza è per la mano sinistra, il bambino dovrà essere aiutato a superare le difficoltà che ne derivano. Per esempio, dovendogli insegnare gesti come allacciarsi le scarpe o i vestiti sarà opportuno fargli da modello stando di fronte a lui anziché al suo fianco. Ma gli ostacoli maggiori si presentano nell’apprendimento della scrittura: mentre la mano destra scrive allontanandosi dal corpo, consentendo in tal modo un movimento sciolto e progressivo, la sinistra si avvicina al corpo e ne viene impacciata; inoltre la mano sinistra copre quanto viene scritto impedendo la visione d’insieme e il controllo sia della grafia che del contenuto. L’insegnante dovrà quindi mettere in atto alcuni accorgimenti, cominciando dalla sistemazione degli alunni mancini sul lato sinistro dell’aula e della collocazione nel banco a sinistra del compagno destrimane, per evitare interferenze reciproche durante la scrittura. Per poter scrivere comodamente con la mano sinistra il foglio deve essere sistemato sul banco a sinistra della linea centrale del corpo e la parte superiore del foglio deve essere inclinata di 30-40 gradi in senso orario. La penna o la matita vanno impugnate a circa 3 cm dalla punta, per lasciare il più possibile scoperto quello che si sta scrivendo; inizialmente è bene che il bambino usi una matita molto morbida per abituarsi ad impugnarla senza stringere troppo e senza premere eccessivamente sul foglio. Sono poco adatti agli alunni mancini i libri in cui sono stampate sul lato sinistro della pagina parole che devono essere copiate sul lato destro, perché in questo caso la mano sinistra le copre durante la scrittura.
Ma oltre a predisporre queste piccole facilitazioni bisogna armarsi di pazienza perchè il bambino mancino fa oggettivamente più fatica dovendo procedere “controcorrente” rispetto a quello che sarebbe il suo andamento naturale. In cambio della sua comprensione, l’insegnante potrebbe vantarsi un domani di aver avuto in classe un piccolo Einstein o un piccolo Michelangelo!
Argomenti: mancinismo
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November 6th, 2008 at 1:19 am
Sono nato mancino e, in quanto tale, porgo il mio saluto cordiale ai mancini (e, ovviamente, anche a tutti gli altri).
Non so se il mancinismo mi abbia giovato; lo lascio giudicare a voi: ho svolto la mia attività di direttore commerciale di un’azienda industriale, sono musicista compositore, strumentista e autore di testi. Ho pubblicato in rete tutti i miei libri e alcuni miei brani musicali. Vi informo - dato che ci troviamo qui, su Internet - che tali pubblicazioni e i file delle musiche possono essere scaricati, gratis e legalmente, all’indirizzo della mia Pagina Web (URL), che è http://www.tommasomazzoni.it oppure http://www.tommasomazzoni.eu
Ove ce ne fosse bisogno, mi sentirei di spendere una parola di solidarietà soprattutto ai giovani “colleghi†mancini, affinché dalla vita, con la loro determinazione, possano trarre le migliori soddisfazioni.
Questo, il mio augurio più caloroso. Tommaso Mazzoni.
November 7th, 2008 at 12:42 pm
Conosco molti mancini e non so dire se questa particolarità possa aiutare o penalizzare nella vita. Anni indietro le maestre a scuola obbligavano i mancini a diventare destri e questo sicuramente è stato un male perchè essere mancini non vuol mica dire essere menomati!
November 7th, 2008 at 1:22 pm
E’ meglio fidanzarsi con una ragazza mancina, perchè così, non solo con la destra ma con entrambe le mani…..vabbè lasciamo perdere
November 7th, 2008 at 2:11 pm
Zeder sei tremendo!!!!