La personalità in punta di dito.

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Virile o dolce? E’ scritto nelle mani.

Ci sono gli indovini, che nel palmo della mano leggono il destino delle persone, e ci sono alcuni scienziati, capaci di leggere elementi della personalità, punti deboli e inclinazioni nella lunghezza delle dita. Così, a seconda dei centimetri di lunghezza delle falangi si può capire se un uomo è più virile, oppure se è incline agli stravizi alimentari e quindi a rischio “pancettaâ€, oppure un irrefrenabile chiacchierone, uno di quelli, per intenderci, sempre con la parola pronta, o ancora se ha le caratteristiche ideali che lo porteranno a indossare la toga o il camice bianco.

Insomma, misurando la lunghezza delle dita si possono individuare tanti aspetti della personalità, ma anche i punti “critici†della salute e della psiche. Ne è convinto lo scienziato John Manning, ricercatore della Scuola di scienze biologiche dell’Università di Liverpool (Gb). Dopo aver esaminato, armato di centimetro, e confrontato centinaia di mani, Manning, che è autore di numerosi studi scientifici sull’influenza dell’asimmetria delle dita sulla salute, ha scritto un libro che analizza a fondo la questione.

Nel testo, intitolato “The Finger Book†(edizioni Faber), il ricercatore insegna, centimetro e pennarello alla mano, a misurare con esattezza la lunghezza delle dita e a leggere i risultati, con l’ausilio di apposite mappe e disegni, con particolare riguardo alla salute e alla psicologia. “Dopo anni di ricerche, durante i quali ho condotto molti esperimenti - racconta lo studioso al quotidiano britannico “Daily Mail†- ho concluso che ci sono molte cose diverse che le nostre dita possono raccontarci”. Tutto questo avviene perché la crescita delle dita, in particolare dell’anulare, nel bebé e fin dal pancione della mamma, è influenzata dai livelli di testosterone, l’ormone maschile. In effetti, i recettori del testosterone sono localizzati in modo particolare lungo questo dito: dunque il fatto di avere un anulare più o meno lungo può essere un indicatore di quanto il ragazzino, crescendo, sarà “mascolinoâ€. Naturalmente la lunghezza delle dita dipende dalla conformazione fisica perciò, per avere un dato obiettivo, occorre confrontare la lunghezza dell’anulare con quella dell’indice, la cui crescita, invece, nella fase intrauterina, è legata agli estrogeni.

Insomma, il confronto tra la lunghezza di indice e anulare riflette il rapporto tra mascolinità e femminilità di mente e corpo. Un anulare lungo è in sintesi una caratteristica tipicamente maschile, mentre un indice “importante†è legato alla sfera femminile. Quando un uomo ha un dito indice molto sviluppato, questo denota una particolare sensibilità. Una donna invece, quando possiede un dito indice più lungo dell’anulare, sarà una fantastica casalinga, un’ ottima amministratrice oppure anche un’operatrice sanitaria di prim’ordine. I difetti? Potrà essere, magari, un po’ nevrotica, e più vulnerabile ai tumori precoci al seno. Se la stessa caratteristica tocca agli uomini, siamo in presenza di un segnale di maggiore rischio di attacco cardiaco prematuro. In età infantile, sarà un soggetto più emotivo e si lamenterà spesso di mal di testa e paure improvvise. Per entrambi i sessi un super-indice è collegato a una maggior vulnerabilità nei confronti di allergie, eczema, asma e febbre da fieno. Gli uomini tendono ad avere meno figli rispetto a quelli con anulari molto sviluppati, mentre le donne sono più esposte ai disordini alimentari, in particolare alla bulimia. Infine tra i caratteri positivi associati a un indice lungo è una particolare abilità nell’uso delle parole.

Non tutto il mondo scientifico però è d’accordo con le conclusioni di Manning, accusato di essere troppo semplicista nelle sue conclusioni. “Come hanno dimostrato gli studi sui gemelli, un comportamento non è clonabile, nemmeno in chi condivide lo stesso patrimonio genetico” sottolinea lo psichiatra Massimo Di Giannantonio, dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti. “L’impostazione di queste ricerche è quella di dire una parola definitiva su un grande quesito: il tipo di rapporto che esiste tra ambiente e genetica. Ma l’evoluzione e la stessa mente umana non sono legate esclusivamente a puri fenomeni genetici. E’ cruciale - dice Di Giannantonio - la relazione con l’ambiente”.

[fonte Tgcom]


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3 Responses to “La personalità in punta di dito.”

  1. Mark Papercraft Says:

    Io ho un anulare più lungo dell’indice…ma soffro di allergia e di asma ad ogni primavera. Quindi questa teoria secondo me ha poco senso.

  2. Alessia Says:

    Pure secondo me ha poco sensa questa teoria.

  3. The great Syd Says:

    Io non credo che sia una teoria infondata ma, da scienziato, non mi pronuncio, almeno per ora.

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