Stupidità : inguaribile, contagiosa, utile.
Infnita, contagiosa, ahinoi inguaribile, ma in qualche caso anche utile. E’ la stupidità , concetto più o meno astratto, che si perde nella notte dei tempi e al quale pochi di noi sanno dare una reale spiegazione. “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbiâ€. Così Albert Einstein definiva il problema, tanto antico quanto irrisolto. L’uomo porta in sé la stupidità da sempre, il primo fu proprio Adamo, che per un frutto perse il paradiso.
Ma senza interpellare lo scienziato, quante volte noi stessi ci siamo dati degli stupidi per aver compiuto atti irrazionali e dannosi a noi e agli altri, e quante volte abbiamo definito gli altri “benemeriti stupidi” senza realmente capire il significato di questa parola?
Che cosa si intende per stupidità ? Di certo non l’opposto di intelligenza, poiché anche gli intelligenti possono compiere azioni da stupidi senza accorgersene o ammetterlo a se stessi.
A definire il concetto tanto ostico quanto “banale” ci hanno provato in molti. Per lo storico ed economista Carlo Cipolla uno stupido è colui che causa un danno a un’altra persona o a un gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé, o addirittura subendo una perdita.
“La nostra vita è punteggiata da perdite economiche, di tempo o di energie†dichiara lo studioso al mensile Focus che all’argomento dedica un intero servizio, aggiungendo: “E la causa sono le improbabili azioni di qualche assurda creatura, che nei momenti più impensabili ci provoca danni, per di più non guadagnandoci nulla in cambioâ€. Forza irrazionale e imprevedibile dunque, la stupidità è nella maggior parte dei casi pericolosa, una “nemica invincibile” contro la quale spesso nulla è possibile.
Ma solo alcuni sono stupidi? In realtà no, forse lo siamo tutti. Infatti Gianfranco Livraghi, ricercatore e autore de Il potere della stupidità , dice: “Si tende ad etichettare come stupidi tutti i comportamenti che non rientrano nei nostri schemi mentali ordinari. Ma pensare che solo gli altri siano stupidi è un circolo vizioso. In ognuno di noi c’è un fattore di stupidità che è sempre maggiore di quello che pensiamoâ€.
Dunque la stupidità non è una prerogativa solo di alcune persone. Il problema è che difficilmente ci si rende conto di esserlo. “In ambito clinico la stupidità è la malattia peggiore, perché è inguaribile†spiega Luigi Agnolli, docente di psicologia della comunicazione all’università di Milano-Bicocca, che aggiunge: “Lo stupido è portato a ripetere sempre gli stessi comportamenti perché non è in grado di capire il danno che fa e quindi non può autocorreggersiâ€.
Uno studio dell’università inglese di Exeter ha identificato anche un’area nel cervello, nella regione temporale della corteccia, che si attiva per non ripetere un errore già commesso. Se alla base della stupidità ci fosse un’anomalia di questa regione forse un domani sarà possibile correggerla con un intervento. Tuttavia non è tutto perduto. La stupidità ha anche una funzione evolutiva: serve a farci compiere atti avventati, che in molti casi possono essere più utili del non far nulla. “In quanto atteggiamento irrazionale, consente all’uomo di accettare sfide che normalmente non accetterebbe. E la deviazione dalla stupidità porta alla genialità e all’invenzione di soluzioni innovative†osserva il manager Francesco Betti, autore de Le strategie della stupidità . Nell’esperienza dell’errore c’è sempre un progresso della conoscenza.
Quindi bisogna riconoscere e annullare gli errori. Non a caso lo scrittore Paul Valéry diceva: “C’è uno stupido dentro di me. Devo approfittare dei suoi erroriâ€. Storicamente la stupidità è una piaga che affligge l’umanità . “Non potremo mai sconfiggerla del tutto“, dichiara a Focus lo studioso Carlo Cipolla, “ma i suoi effetti possono essere meno gravi se capiamo come funzionaâ€. Cipolla ha individuato tre caratteristiche per prevenire e curare:
1. La stupidità è inconsapevole e recidiva. Chi è stupido non lo sa ed è quindi più pericoloso;
2. È contagiosa. Le folle sono più stupide delle singole persone che la compongono. Il contagio emotivo diminuisce le capacità critiche;
3. “Il potere rende stupidi†diceva Nietzsche. Basti pensare a Luigi XVI, che nel giorno della presa della Bastiglia appuntò sul suo diario “Oggi niente di nuovoâ€. Come non ricordare anche la decisione di Napoleone di attaccare la Russia in pieno inverno, col risultato che l’armata francese venne decimata dal freddo prima che dalla battaglia, o le disfatte prevedibili di Caporetto, Vietnam e Iraq di oggi.
[Tgcom]
Argomenti: Albert Einstein, Carlo Cipolla, Nietzsche, Paul Valerie, stupiditÃ
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January 19th, 2008 at 3:59 pm
Molto interessante questo post ! La stupidità è contagiosa, e porta la gente a ragionare con un cervello unico. La massa può essere fomentata e guidata da una singola persona ,se capace di buona parlantina, basta poco per scatenare emozioni da branco selvaggio e portare un’intera squadriglia di cristiani al suicidio. Finchè nella loro testa continueranno a credere di essere in tanti e forti, li si potrà mandare al macello come un gruppo di Lemmings.
La stupidità delle volte può essere utile, verissimo. Azioni estreme e non ponderate, talvolta sbloccano delle uscite e ci aiutano a prendere decisioni vitali che mai avremmo avuto il coraggio di decidere a mente concentrata. Vedi ad esempio baciare una ragazza improvvisamente, una mossa molto azzardata, ma diverse volte funzionale.
Ciò che ci spinge a ripetere sempre lo stesso errore, secondo me, non è tanto una disfunzione di qualche zona nascosta del cervello, ma più semplicemente sentimenti a noi molto conosciuti come ira, orgoglio, paura. Sensazioni di questo tipo, brevi e taglienti, risvegliano in noi l’istinto, e l’istinto è più forte della ragione come sappiamo. In quel momento siamo in balìa dell’adrenalina e qello che possiamo fare è agire.O che sia stupida o geniale la nostra reazione non ha importanza, la nostra mente si chiuderà ancora una volta, e non potremo fare altro.
Allora qual’è la soluzione? Chi è veramente capace di usare la mente e non lasciarsi andare all’istinto ? Colui che non si lascia sopraffare dal panico, che sa mantenere la calma sempre e comunque. Ve lo dice una testa calda, che quando non ragiona combina certi casini da premio oscar
January 19th, 2008 at 5:34 pm
Io una volta agivo troppo spesso dìimpulso, mi scaldabo come una stufetta e allora erano cavoli amari per chi si trovava al centro del mio ciclone. L’agire d’istinto poche volte (almeno nel mio caso) porta a buoni risultati; la maggior parte delle volte si combinano casini spaventosi.
Sul fatto che la stupidità sia contagiosa non ho alcun dubbio, basta vedere la gran parte dei giovani ( e non più tanto giovani) di oggi: non appena vedono quello che agli occhi loro sembra un leader (una specia di divinità salvatrice delle loro esistenze) gli vanno dietro come fossero zombie: se lui dice di buttarsi a fiume ci si buttano tutti!
Sarà che di persone così ne conosco talmente tanto che quando mi capita di incontrare i perfetti opposti, ancora rimango esterrefatta!
Crescendo si dovrebbe imparare ad usare la testa in maniera equilibrata, quindi saper distinguere quando e come usare l’istinot e quando, invece, la razionalità … ma non sono sicura che questa mutazione avvenga in tutti quanti, esistono casi patologici che non cambieranno (o forse preferiscono non cambiare) mai.