Tokyo, stop alla mano morta

mano morta

Una campagne rieduca i pendolari di Tokyo, campionissimi di mano morta

«Please, do it at home» (per favore, fallo a casa); è lo slogan della “campagna delle buone maniere” lanciata dalla Tokyo Metro Corporation che gestisce 9 linee della metropolitana di Tokyo.

Ogni mese un nuovo manifesto invade stazioni e banchine con un messaggio per i viaggiatori: non parlate al telefonino, non truccatevi, non stravaccatevi sul sedile, non usate l’ombrello come una mazza da golf, non ascoltate la musica a volume alto, non cercate di prendere la metrò quando le porte stanno per chiudersi. La grafica è semplice e il contenuto in evidenza: “per favore fallo a casa, al bar, in montagna, sulla spiaggia … Dove vuoi, ma non qui”. Nei poster c’è sempre lo stesso signore (l’occhio del grande fratello) che fa da spettatore: guarda, sopporta, tace, Intanto, però, giudica.

Ma i giapponesi, sono davvero così maleducati? Escludendo i campioni di mano morta durante la calca mattutina (per questo, fino alle 9:30 ci sono carrozze riservate alle donne), non si può dire che sui vagoni si respiri un’atmosfera selvaggia. Ragazze che si truccano, rockettari che ascoltano musica a palla e ubriachi ondeggianti sull’ultimo treno di mezzanotte ci sono, ma in una metropoli di 12 milioni di abitanti ci si potrebbe aspettare di peggio.

[Articolo tratto dalla rivista Anna]


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