I videogames diventano i maestri dei professionisti.

Militari e agenti di borsa si esercitano sempre più spesso con simulazioni virtuali

Vigili del fuoco, militari, finanzieri, amministratori. Sono questi alcuni dei professionisti che per migliorare le proprie prestazioni si affidano sempre più spesso ai videogames.
I vigili del fuoco possono, per esempio, affidarsi al videogame “HazMat:Hotzone” per imparare la tecnica migliore per reagire in caso di un attentato con armi chimiche.

Chi ambisce invece alla carica di grande finanziere può scoprire tutti i segreti sulla circolazione di valuta con “Forex Trader”.

Mentre per gli amministratori di college che intendono far rigare dritto professori scontenti e politici ficcanaso il consiglio è quello di allenarsi con “Virtual U”.

I primi ad accorgersi dell’utilità professionale dei videogame sono stati i militari americani. L’esercito da anni si esercita anche con le immagini virtuali di uno schermo da computer.”Rapid Tactical Language Training System” insegna, per esempio, a sapersi porre nel modo più corretto nei confronti di una popolazione diversa dalla propria, caratterizzata da usi, lingua e costumi talvolta difficili da comprendere.
Altri prodotti come “Will Interactive” permettono invece di imparare a fronteggiare situazioni ostiche in cui il pericolo deriva dall’impiego di armi chimiche o dalla cattura di ostaggi.
Una simulazione del MIT di Boston sfida i partecipanti a fermare un attacco con agenti biologici sparsi in un campus.

A Zurigo, in Svizzera, gli studenti dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia usano computer portatili per individuare una bomba virtuale nascosta nelle aule di lezione.


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