Un cervello fatto per giocare.

cervello del videogiocatore

Ecco perchè gli uomini sono più inclini al pad, mentre le donne restano impassibili.

Sembra che la scienza abbia scoperto come mai il divertimento interattivo resta fondamentalmente un passatempo maschile: dipende tutto dalla chimica cerebrale.

Allan Reiss, professore alla Stanford University, ha analizzato un gruppo di persone di entrambi i sessi impegnate in un gioco di strategia dove l’obiettivo era quello di catturare quanto più territorio possibile.
Sia negli uomini che le donne la vittoria stimolava l’area mesocorticolimbica del cervello, generalmente associata ai concetti di passione e di ricompensa.

Tuttavia le donne, pur avendo compreso sia le regole del gioco che le strategie per avere successo, presentavano in questa parte del cervello un’attività cerebrale assai più ridotta rispetto a quella degli uomini: in altre parole, non provavano alcuna emozione per i risultati ottenuti. “I maschi tendono ad essere più territoriali”, ha spiegato Reiss, sottolineando che i videogiochi fanno leva sull’istinto di possessione proprio degli individui di sesso maschile.

“Una diversità che può forse spiegare come mai l’uomo risulti più attratto della donna dai videogiochi”. Per farla breve, gli uomini sono assoggettati al potere dell’area mesocorticolimbica, le donne no. Un componente del team di ricerca, Fumiko Hoeft, ha dichiarato che l’esperimento verrà forse ripetuto impigando tipi differenti di gioco e simulazioni più complesse.

Il colore rosso

Un gruppo di ricercatori dell’università di Copenaghen, presi in esame 1.347 incontri di UT2004 su Internet, ha scoperto che nel 55% dei casi la vittoria andava al team rosso. Il neuroscienziato Mihai Molldovan sostiene che il colore rosso costituisce per gli uomini un fattore di distrazione perchè esalta la furia e l’istinto del combattimento. Il blu, al contrario, ha a che fare con sensazioni di depressione o di vergogna.

[Fonte Playstation. Magazine Ufficiale]


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