Che fine ha fatto Mike Tyson?

Mike TysonNon di certo un santo, tutti ricorderete quando con un morso ha staccato parte dell’orecchio dell’avversario Holyfield o le accuse di stupro o le varie risse … La vita dell’ex pugile è stata tutt’altro che facile fin dalla tenera età. Oggi, messi da parte i guantoni, si dedica ai sette figli e al cinema

Il 29 giugno l’ex campione di pugilato Mike Tyson celebrerà il suo 49° compleanno. Potrebbe sembrare un evento non degno di nota, ma per molte persone è un miracolo che sia ancora vivo. Questo non ha nulla a che fare con ciò che è accaduto sul ring, ma con il suo stile di vita autodistruttivo. Tyson stesso lo ammette, ma come dice nelle varie interviste “Non sono morto”.

Secondo il sito web ScreenCrush, la vita di Mike Tyson sarà il soggetto di un film. Jamie Foxx (che è più grande di Tyson di un anno) avrà il ruolo di protagonista e il regista sarà Martin Scorsese, il cui film sulla boxe Toro Scatenato (1980) fece vincere un oscar a Robert De Niro. Toro Scatenato raccontava la vita di un italo-italiano, Jake LaMotta, che, come Tyson, aveva una personalità autodistruttiva.

Il termine utilizzato per indicare una persona che è nata povera e che diventa poi ricca e famosa è “rags to riches” (dalle stalle alle stelle), ma la storia di Mike Tyson passa dalle stalle alle stelle, per poi ripiombare nelle stalle. Tyson viene cresciuto da una madre single a Bedford-Stuyvesvant, Brooklyn. Più tardi la famiglia si trasferisce a Broewnsville, un ghetto ancora più povero. La madre spesso lo picchiava. Tyson era un bambino grasso, timido e con un difetto di pronuncia, e gli altri bambini lo prendevano spesso in giro.

Mike iniziò a rubare nei negozi fin da bambino e finiva spesso nei guai. Andò in riformatorio, e lì imparò a combattere. Fu proprio in questo periodo che incontrò un vecchio allenatore di boxe italiano, Cus D’Amato, che riconobbe la sua naturale abilità. D’Amato diventò una figura paterna, e adottò Tyson quando la madre morì. Sfortunatamente D’Amato morì nel 1985, un anno prima che Mike Tyson divenne campione del mondo all’età di 20 anni.

Iron Mike” era un pugile formidabile, ma fuori dal ring la sua vita era un disastro. Durante il corso della sua carriera ha guadagnato $40 miliardi, ma li ha sperperati tutti. Ha speso più di $4.5 milioni in automobili e motociclette, $3.4 milioni in vestiti e gioielli, $2 milioni per una vasca da bagno per la ex moglie, l’attrice Robin Givens. Ha anche dato lavoro ad almeno 200 persone. Nel 2005 andò in bancarotta con un debito di $25 milioni.

I pugili possono essere persone sorprendentemente pacifiche al di fuori del ring, ma Tyson non lo era. Al contrario, era spesso violento ed aveva seri problemi con la droga. Nel 1992 fu accusato di aver violentato, durante un appuntamento, la 18° reginetta di bellezza Desiree Washington. L’accusa gli costò tre anni di prigione. Tyson sostenne che il carcere lo aveva cambiato, ma quando uscì i problemi continuarono.

Anche la sua vita privata è complicata. È stato sposato tre volte e ha sette figli. Una delle figlie, Exodus, morì all’età di quattro anni durante un incidente domestico alquanto bizzarro. Oggi Mike Tyson dice di aver trovato la pace, ed è diventato vegano. In un’intervista del 2013 con Oprah Winfrey ha dichiarato “Non ho una grande quantità di denaro e probabilmente non sarò ma più ricco”.

Tyson è troppo vecchio per combattere, ma occasionalmente fa qualche comparsa nei film. Nel 2009 ha interpretato se stesso nel film The Hangover. Ad un certo punto i tre protagonisti, completamente ubriachi, rubano una tigre dalla casa di Las Vegas di Tyson. Vengono sorpresi ma lui li perdona dicendo “Non preoccupatevi. Facciamo tutti delle cose stupide quando siamo fatti”.

Secondo il sito web ScreenCrush, la vita di Mike Tyson sarà il soggetto di un film. Jamie Foxx (che è più giovane di Tyson di un anno) avrà il ruolo da protagonista e il regista sarà Martin Scorsese, il cui film Toro Scatenato (1980) fece vincere un oscar a Robert De Niro. Toro Scatenato raccontava la vita di un italo-americano, Jake LaMotta, che, come Tyson, aveva una personalità autodistruttiva.

[Articolo tratto dal mensile SpeakUp, maggio 2015. Traduzione di Alessia Angeli]


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