Che fine hanno fatto i Milli Vanilli?

milli vanilli

Vent’anni fa causarono uno scandalo perchè vinsero un Grammy facendo finta di cantare. Le voci, di altri artisti, erano preregistrate. Altri tempi …

Nel film di Sacha Baron Cohen, Brüno, c’è un riferimento a Milli Vanilli. In una scena Bruno, uno stilista omosessuale austriaco, visita una medium e chiede di poter parlare con lo spirito di Milli Vanilli. La medium crea un contatto con Milli Vanilli, anche se Milli Vanilli era un gruppo e non una persona!

La storia di Milli Vanilli è strana. Comincia in germanian con il discografico Frank Farian che creò il gruppo Boney M. Farian cantava, ma utilizzava altri cantanti durante i concerti. Fece la stessa cosa con Milli Vanilli: altri contanti cantavano i testi, ma a lui non piaceva il loro aspetto fisico quindi utilizzava due giovani ballerini. I loro nomi erano Fab Morovan e Rob Pilatus. Non cantavano durante i concerti: usavano la mimica delle labbra e il playback. Nessuno lo sapeva e nel 1989 il loro album Girl You Know It’s True fu una hit di successo negli Stati Uniti. Nel 1990 Milli Vanilli vinse il prestigioso Grammy per il “Best New Artist”.

Durante un concerto Morvan e Pilatus facero finta di cantare su un pezzo registrato, ma il nastro si inceppò e le parole “girl you now it’s true” si ripetevano in continuazione. Morvan e Pilatus corsero via dal palco. Più tardi i giornalisti intervistarono Farian che confessò tutto: non erano Morvan e Pilatus a cantare nei loro album. Fu il più grande scandalo nella storia della musica pop. Morvan e Pilatus dovettero dare indietro il grammy. I Milli Vanilli produssero un altro album che recava il nome dei veri cantanti e non quello di Morvan e Pilatus. Anche loro incisero un disco con il nome di “Rob and Fab”, ma non vendettero.

Pilatus ebbe problemi con la droga e condusse una vita segnata dalla criminalità. Finì in prigione in California. Tornò in Germania ma morì di overdose a Francoforte nel 1998 a 32 anni. Oggi Morvan ha 43 anni e lavora ancora come musicista. In una recente intervista ha confessato che “si vive per imparare”. Per alcune persone, come Sacha baron Cohen, la storia dei Milli Vanilli è divertente. Per altri è triste. Si tratta anche di una storia piena di ipocrisia. I Milli Vanilli non furono certo i primi, nell’industria musicale, ad aver usato altri cantanti per registrare hit di successo.

[Articolo tratto dal mensile SpeakUp. Traduzione di Alessia Angeli]


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