Bette Davis.

Titolo originale: The Girl Who Walked Home Alone. Bette Davis, A Personal Biography.
Autrice: Charlotte Chandler
Editore: Frassinelli
- I primi anni -
“Nella mia famiglia si diceva”, mi raccontò Bette Davis, “che una delle mie antenate fosse una strega di Salem. Beh, lo spero proprio! Questo spiegherebbe tutto. Discendo dai Padri Pellegrini. I primi Davis, gli avi di mio padre, giunsero in America nel 1634 ed erano puritani. La loro unica preoccupazione era non farsi sorprendere mentre si dedicavano a qualcosa di piacevole. Non era peccato se nessuno lo veniva a sapere”.
Gli avi di mia madre, erano di origine anglofrancese. La famiglia Keyes si trasferì dall’Inghilterra nel nuovo continente nel 1688 e si imparentò con i Flavor, ugonotti francesi arrivati quello stesso anno. In origine il loro cognome era La Fièvre, ovvero ‘la febbre’, il che potrebbe servire a rendere conto di una discendente come me. Se c’è mai stata una strega nella mia famiglia, era senza dubbio tra loro. Quando ho sentito parlare di quella strega, ho pensato: ‘Ho molte aspettative da soddisfare. O da deludere’. In ogni caso, venni quanto meno al mondo come una strega: un fulmine colpì un albero davanti a casa nell’istante in cui nascevo. Mia madre mi diceva che sono capitata tra il bagliore di un lampo e il fragore di un tuono.
C’è chi mette in dubbio questa storia, sostenendo che quel giorno non ci fosse nessun temporale. Cosa ne sanno loro? C’è sempre gente che vuole sminuirti, che vuole privarti dei tuoi tuoni e dei tuoi lampi. E io credo di ricordare quel temporale. Verrebbe da pensare che con un ingresso così meravigliosamente teatrale sarei stata la benvenuta. E invece, non fu così. Mio padre non si aspettava di avere un figlio così presto. Allietai, per così dire, il primo anno di matrimonio dei miei genitori che non avevano programmato di metter su famiglia così in fretta. In seguito venne fuori che mio padre, in realtà , non aveva programmato un bel niente. Quando mia madre gli diede la notizia, lui la accusò di essere ‘un’incapace’ e le suggerì di ‘fare qualcosa’. Era ancora uno studente e i figli avrebbero interferito con la sua vita accademica. Considerava ‘quella cosa’, cioè me, tutta opera di mia madre. Colpa sua.”
Ruth Elizabeth Davis nacque a Lowell, in Massachusetts, domenica 5 aprile 1908. I suoi genitori, Harlow Morrell Davis e Ruth Favor, erano sposati giusto da nove mesi. Harlow stava per iscriversi alla Harvard Law School e Ruthie, così la chiamavano, aveva mostrato un certo interesse per il teatro, ma era disposta a fare la casalinga e la madre. Il 25 ottobre 1909, poco dopo il trasferimento a Winchester, sempre in Massachusetts, nacque la seconda figlia, Barbara Harriet Davis.
“Nel 1907, quando i miei genitori si sposarono, avevano entrambi solo ventidue anni e non erano certo più pronti al matrimonio di quanto lo fossero quando si erano conosciuti, all’età di sette anni. Secondo mia madre, fui concepita durante la prima notte di nozze, il 4 luglio. E anche quella volta arrivai con un botto. In albergo mancava l’acqua e mia madre non potè prendere le precauzioni del caso, quali che fossero a quei tempi. Mio padre impazzì di rabbia e attaccò briga con tutti quelli che gli capitarono a tiro, compresa mia madre. Così, sono nata giusto nove mesi e un giorno dopo le nozze. Nessuno ha mai potuto dire che il loro fosse stato un matrimonio riparatore! Così adesso sa che sono nata nel 1908, il che mi rende una donna di una ‘certa età ’, davvero di una certa età . Ma non sono mai stata una di quelle donne che rifiutano di ammettere di avere quarant’anni fin dopo i settanta.”
Anche se il suo compleanno cadeva il 5 aprile, Bette Davis mi disse che preferiva festeggiare il giorno del suo improvviso concepimento, quel 4 luglio del 1907.
“Mio padre non perdonò mai mia madre per la sua ‘disattenzione’. Lei avrebbe dovuto sapere in che guaio si stava cacciando quando la futura suocera la avvertì che commetteva un terribile errore a sposare suo figlio e che lo avrebbe rimpianto per tutta la vita. ‘Renderà la tua vita un inferno, mia cara. Puoi starne certa’. Mia madre era giovane e romantica e non le diede ascolto. Solo più tardi avrebbe ricordato quelle parole. Il giorno delle nozze, quando alcuni invitati gettarono il riso agli sposi, papà se la prese con loro e ringhiò: ‘Maledetti, ve la farò pagare!’ Non ho mai capito cosa intendesse dire. Nessuno l’ha mai capito. Nemmeno lui, credo. Stava solo sfogando la sua irritazione.
Mio padre era un uomo molto brillante e altrettanto sgradevole. Non riesco a ricordare un solo momento di affetto tra i miei genitori durante i miei primi anni di vita, quando papà viveva ancora con noi. Quando nacque mia sorella Bobby, per mio padre fu senza dubbio un ulteriore colpo: fu come aggiungere al danno la beffa. Ai suoi occhi si trattava di un altro sbaglio di mia madre. Se io fossi stata un maschio, forse mio padre non si sarebbe comportato così. Se lo fosse stata anche Bobby, avrebbe avuto una reazione diversa con due figli maschi. Io era la preferita di Ruthie e lei prestava molta più attenziojne a me che a Bobby. All’epoca non lo notavo, perchè ero già piuttosto egocentrica; mi sembrava solo una cosa naturale. Non dico che fossi egoista; forse ero tutta presa da me stessa, data la mia forte personalitÃ
Quanto a Ruthie, aveva tanto da fare tra me e Bobby che le restava ben poco per sè. Confesso che l’entrata in scena di Bobby mi colse di impreparata: ero convinta che avrebbero dovuto consultarmi e che, se l’avessero fatto, avrei detto loro di lasciar perdere. Non consideravo Bobby un’aggiunta necessaria alla nostra famigliola, questo è certo, anche se una volta arrivata mi ci abituai. Il primo ricordo che ho è del giorno in cui sollevai la mia sorellina dalla culla per poi adagiarla su una sedia. Avevo diciotto mesi e pensavo che Bobby fosse la mia nuova bambola. Quando mia madre vide quello che avevo fatto rimise Bobby nella culla, ma non si mostrò troppo allarmata. Io dissi: ‘Non voglio lì la mia bambolina!’ In modo fermo, ma non cattivo, mia madre disse: ‘Quello non è il posto di Bobby’. Era quello il problema. Nessuno di noi scoprì mai quale fosse il posto di Bobby. Soprattutto Bobby.
Argomenti: angolo della lettura, bestseller, Bette Davis, Charlotte Chandler, libri
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April 27th, 2008 at 9:56 am
ciao
che ne dici di uno scambio link?
io ti ho già linkata
spero farai altrettanto con me..
ciao e scusa ancora il disturbo.
April 27th, 2008 at 1:37 pm
Ciao Yuri, nessun disturbo
Link aggiunto.
May 1st, 2008 at 9:06 am
Son felice assai assai eh eh eh eh
Il 10 aprile ho toccato il record di 141 visite in un giorno wow!!!!
May 1st, 2008 at 12:02 pm
Dai Syd, bisogna festeggiare allora!! Champagne per tutti!!