Piccole donne

little-womenLouisa May Alcott

IL GIOCO DEI PELLEGRINI

“Natale non sar√† Natale senza regali” borbott√≤ Jo, sdraiata sul tappeto.
“Che cosa orribile essere poveri!” sospir√≤ Meg, abbassando lo sguardo sul suo vecchio vestito.
“Non mi pare giusto che certe ragazze abbiano tante cose belle mentre altre non hanno niente” aggiunse la piccola Amy tirando su col naso, con fare offeso.
“Abbiamo la mamma e il pap√†, e noi quattro ci vogliamo bene” disse Beth dal suo angoletto, con l’aria appagata.

La quattro faccine, illuminate dal fuoco del caminetto, a quelle parole incoraggianti si rischiararono, ma si oscurarono di nuovo quando Jo disse amaramente: “Il pap√† non l’abbiamo, e non l’avremo per molto tempo”. Non disse “forse mai pi√Ļ” ma tutte lo aggiunsero in silenzio, pensando al padre lontano, sui campi di battaglia.

Per un minuto nessuno parl√≤, poi Meg con tono alterato disse: “Lo sapete che la ragione per cui la mamma ha proposto di non comprare regali questo Natale √® che sar√† un inverno duo per tutti, e lei ritiene che non abbiamo il diritto di spendere soldi per comperarci cose piacevoli mentre i nostri uomini nell’esercito soffrono cos√¨ tanto. Non possiamo fare molto, possiamo solo fare piccoli sacrifici e dovremmo farli con piacere. Ma purtroppo io non ci riesco”, e Meg scosse la testa pensando con rimpiento a tutte le belle cose che desiderava.

“Ma non credo che si potrebbe fare granch√® con i pochi soldi che noi spendiamo. Abbiamo un dollaro a testa e non penso che quel dollaro potrebbe essere molto d’aiuto all’esercito. Sono d’accordo a non aspettarmi niente n√© dalla mamma n√© da voi, ma io vorrei proprio comprarmi Ondina e Sintram: √® da tanto che lo desidero!” disse Jo, che era un’appassionata di libri.

“Io pensavo di usare il mio dollaro per della musica nuova”, disse Beth, con un sospiro cos√¨ leggero che nessuno lo sent√¨, tranne la spazzola del camino e il porta-bollitore.

“Io mi compro una bela scatola di matite Faber: ne ho davvero bisogno”, disse Amy decisa.

“Mamma non ha detto niente riguardo ai nostri soldi e non avrebbe piacere che noi rinunciassimo a tutto. Comperiamoci quello che vogliamo e divertiamoci un pochino; mi pare che lavoriamo abbastanza da meritarcelo!” grid√≤ Jo, esaminandosi i tacchi delle scarpe, con il fare di un signore elegante.

“Io me lo merito di certo … sto quasi tutto il giorno a dare lezioni a quei bambini snervanti, quando invece vorrei divertirmi a casa” cominci√≤ Meg, di nuovo col tono lamentoso.

“Tu non hai neanche la met√† dei miei guai” disse Jo. “Ti piacerebbe forse stare chiusa ore con una vecchia signora esigente che ti fa trottare, non √® mai contenta e ti d√† tanto fastidio da farti venire voglia di buttarti dalla finestra o di metterti a urlare?”

“E’ brutto lamentarsi, ma io penso davvero che lavare i piatti e tenere la casa in ordine sia il peggior lavoro al mondo. Mi fa cos√¨ rabbia, e poi le mie mani sono talmente indolenzite che non riesco a suonare bene”. E Beth si guard√≤ le mani ruvide con un sospiro che, questa volta, tutte poterono udire.

“Secondo me nessuna di voi soffre quanto me” disse Amy, “voi non siete costrette ad andare a scuola con ragazze impertinenti che vi tormentano se non sapete la lezione, vi canzonano per i vestiti che indossate o etichettano vostro padre se non √® ricco, e vi insultano perch√® non avete un bel naso!”

“Magari volevi dire diffamano, cosa c’entra l’etichetta? Come se pap√† fosse un barattolo di sottaceti”! disse ridendo Jo.

“Io so bene quello che dico, non c’√® bisogno che tu sia cos√¨ statirica. Bisogna usare belle parole e allargare il proprio vocabolario”, ribatt√® Amy piena di dignit√†.

“Ragazze, niente battibecchi. Come sarebbe bello se avessimo i soldi che pap√† ha perso quando noi eravamo piccole, vero Jo? Dio mio, come saremmo felici se non avessimo preoccupazioni!” disse Meg che si ricordava di tempi migliori.

“L’altro giorno dicevi che noi siamo molto pi√Ļ felici dei ragazzi dei King, che passano il tempo a litigare e ad agitarsi nonostante tutti i loro soldi”.
“E’ cos√¨, Beth! Credo sul serio che siamo molto pi√Ļ fortunate di loro perch√®, anche se dobbiamo lavorare, insieme ci divertiamo e siamo ‘un’allegra brigata’, come direbbe Jo”.
“Jo usa sempre un tale gergo!” osserv√≤ Amy con aria di disapprovazione rivolta verso la lunga figura sdraiata sul tappeto.
Jo si alzò subito a sedere, infilò le mani nelle tasche e cominciò a fischiare.

“Non fare cos√¨, Jo. E’ da maschiaccio!”
“E’ per questo che lo faccio”.
“Io detesto le ragazze sgarbate, poco femminili!”
“Io odio le smorfiosette affettate e piene di arie!”
“Gli uccellini dello stesso nido vanno d’accordo” proclam√≤ Beth, la pacificatrice, con una faccia talmente curiosa che le due voci acute si addolcirono in una risata e, per quella volta, il battibecco cess√≤.


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