E’ Pasqua e Lolita …
… ha affittato per la sua agognata notte d’amore una dozzina di pulcini. Vivi.
[Tratto dal libro “Ti Amo Bastardo” di Luciana Littizzetto]
Lolita: Un, deu, truà, quatr, tonici e rapaci! Su con quelle zampine! Mai trovato dei pulcini così oche! Volete che vi passi tutti in padella? Te, con quella faccia da quaglia, svegliati! Silenzio che arriva Humbert.
Humbert: Lolita, cosa … costa stai facendo!!?
Lolita: Oh, Humbert! Finalmente beata fra gli uccelli! Sto preparando un balletto per te! Si intitola: La Pasqua e .. i suoi pisquani! Loro fanno i boys! Dai, ci porti tutti a Gardaland?
Humbert: No.
Lolita: Compraci il Calippo.
Humbert: No.
Lolita: Allora mettici tutti in file e sparaci col flobert, ma cagaci almeno, porca miseria! Humbert? Puoi mica vedere se ho fatto l’uovo?
Humbert: Ma Lolita!
Lolita: Ma io ti amo, bastardo! Dai … fammi alla coque … fammi al bacon … fammi con la tartare … fammi in camicia … fammi come vuoi basta che mi fai qualcosa lurido che ti amo come una pulce ama il suo dobermann! Dai … dimmi che sono la tua passera preferita … strapazzami un pò con la tua pancetta … e poi spennami come una cocorita cascata in un ventilatore! Humbert? Pensavo … se io e te andassimo in viaggio di nozze, dove potremmo andare?
Humert: Io da una parte e tu dall’altra.
Lolita: E’ già qualcosa … pensavo che mi dicessi: “Io a Venezia e tu affanculo” … Allora vuol dire che un pò mi ami …
Humbert: Lolita toglimi stì pulcini dai piedi che devo passare …
Lolita: Senti il mio sogno erotico per Pasquetta: andiamo all’imbocco della tangenziale, ci leghiamo a un palo di divieto di sosta, come Leonardo DiCaprio e la sua squinzia, coi tubi di scappamento di due tir che ci sfiatano sul muso un vento di gasolio marcio … Poi io ti chiedo: “Humbert? Sei dei pesci?”
Humbert:Si.
Lolita: Puach! (sputa) Allora nuota, bastardo!
Humbert: Lolita, io non ne posso più.
Lolita: Oh, Humbert non hai mai fatto nulla per me! Non mi hai mai ronzato intorno, mai posato su di me uno sguardo, perfino di notte non mi russi addosso … ti giri dall’altra parte … oh, Humbert … ogni merda ha la sua mosca tranne me! Posati addosso a me come un tafano grasso, grosso, peloso e pesante che ranfia anche solo ad alzarsi da terra!
Humbert: Basta! Adesso ti passo sopra con la macchina!
Lolita: Dai. Ci sto! Gomme contro gomme.
Humbert: Guarda, son debole. Vado a vedere il Titanic!
Lolita: No, stai qua che te lo faccio io! Dai … ti faccio la figura del pedalò che si schianta contro la montagna di ghiaccio nel sacro guado lurido dell’imperatore Ciupa Ciupa. Io faccio il pedalò e qua ci ho l’iceberg …
Humbert: Vorrai mica tirarti addosso il gelato?
Lolita: Son mica matta? Toh! (si schianta il gelato sulla fronte) Sorpresa! Vuoi vedere il moviolone? Cic Cic Cic Cic …
Argomenti: angolo della risata, comicità, lolita, Luciana Littizzetto, Ti Amo Bastardo
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