2061.

Notizia del: October 27th, 2007

L’anno eccezionale di Vanzina.

2061.jpg

Dopo una tremenda crisi energetica, il mondo è piombato in una sorta di cupo Medioevo e l’Italia è un paese disunito e multietnico. Fino a che un gruppo di patrioti capitanati dal “Professore” Diego Abatantuono, intraprende un viaggio per unirsi alla resistenza e rifare l’Italia. E’ il “2061, l’”anno eccezionale” di Carlo Vanzina, con Solfrizzi, Impacciatore, Dino Abbrescia e una sex symbol poco italiana…

Carlo Vanzina torna al cinema con una commedia apocalittica sull’Italia del futuro prossimo, dove ogni regione viene descritta in chiave satirica estremizzandone i caratteri più tipici.

LEGGI IL RESTO »


Argomenti: , , ,

Ritieni questo post utile o interessante?
Condividi

Leggi anche:

  • Non ci sono articoli correlati

La mia tesi di laurea

Notizia del: September 24th, 2007

La tesi di laurea … una delle scelte più complicate che uno studente universitario è costretto a fare.
Piacerà al relatore e alla commissione? Sarò in gradi di portare avanti un lavoro ben fatto, ma che soprattutto riesca a dimostrare l’impegno che ci ho messo e le mie capacità? … Queste sono le domande più frequenti che rimbombano nella mente di chi si trova a dover affrontare l’argomento tesi.

Anche io mi sono trovata nella confusione più totale quando, all’ultimo anno, i nostri docenti ci dissero che era arrivato il momento di scegliere un relatore e un argomento su cui lavorare.
Avendo frequentato un corso di laurea per interpreti a traduttori, la scelta era alquanto limitata nel senso che le tesi dovevano trattare comunque di argomenti inerenti all’ambito della traduzione o dell’interpretariato.
Già a priori avevo scartato l’idea di scrivere un trattao sui vari metodi di traduzione, la mia idea era invece di prendere un testo in lingua originale, tradurlo in italiano e commentarlo.
Quale testo scegliere? Letteratura? Attualità?
La scelta alla fine é venuta per caso grazie ad una persona che mi ha fatto leggere un pezzettino di un’opera che stava portando in scena con la sua compagnia teatrale: Our Town (Tradotto in italiano come “Piccola Città) di Thornton Wilder.
Me ne sono innamorata subito e da lì, poi, é nato tutto il mio lavoro.

Si tratta di una commedia del 1938 incentrata interamente sulla città di Grover’s Corners (New Hampshire) e sui suoi abitanti.
In particolar modo viene mostrata la vita quotidiana di due famiglie: la famiglia Gibbs, e la famiglia Webb.

Personaggio fondamentale dell’opera é lo Stage Manager (direttore di scena): é proprio lui che, passo passo, non solo ci mostra la quotidianità della città, ma ci fa comprendere ed immedesimare nei personaggi stessi. E’ grazie a lui che la storia viene narrata, e i personaggi interagiscono sul palcoscenico a suo comando.
La particolarità di questa commedia (particolarità che è uno dei punti fondamentali della teoria di Thornton Wilder sul teatro) é che nel momento in cui l’opera viene messa in scena, lo scenario é minimo: due tavoli, quattro sedie, due archi.
Lo spettatore é costretto ad usare la propria immaginazione per riuscire a vedere tutti quei piccoli particolari che lo Stage Manager elenca durante lo svolgersi delle azioni. I personaggi stessi mimano le proprie azioni.
Secondo Wilder non é necessario avere uno scenario fisico per comprendere l’opera che si sta guardando, lo si può fare benissimo immaginando e soprattutto entrando a far parte del personaggio che vediamo sul palco.

Per chi volesse saperne di più sia sull’opera, sia sul lavoro da me svolto, ecco i link per scaricare la mia tesi di laurea.

Our Town, Tesi - versione .DOC

Our Town, Tesi - versione .PDF

diddlelaurea.jpg


Argomenti: , , , , ,

Ritieni questo post utile o interessante?
Condividi

Leggi anche: