La droga diventa virtuale.

Le dosi si scaricano in mp3.
Lo “sballo” del futuro è virtuale. Dalle sostanze naturali a quelle sintetiche, fino alla deriva attuale: le sostanze virtuali o cyber-droghe. Il fenomeno si chiama I-Doser ed è nato negli Stati Uniti e sta sbancando in Europa, dove ha attecchito soprattutto in Spagna, per poi diffondersi in modo rapido anche negli altri paesi. Italia compresa.
L’allarme è stato lanciato dal GAT il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che ha scoperto la novità nei blog e nei forum dove i giovani si scambiano informazioni. Le community online, infatti, sono i luoghi di spaccio della cyber-droga, che riproduce gli effetti delle sostanze tradizionali, ma è ovviamente diversa per la modalità di somministrazione. Basta scaricare il software I-Doser, rilassarsi e indossare le cuffie.
Le nuove cyber droghe, infatti, sono normali file in mp3. “Agiscono sulle onde a bassa frequenza - ci spiega il colonnello del GAT Umberto Rapetto - soprattutto quelle che vanno dai 3 ai 30 hertz, ossia le frequenze della fascia di lavoro del cervello.
L’orecchio assorbe questi suoni che non riesce a distinguere e che, nella maggior parte dei casi, sono mescolati a musiche psichedeliche”.
Come qualsiasi mp3, i file droganti sono recuperabili attraverso i programmi peer to peer o in alcuni siti appositamente creati per diffondere l’I-Doser. Lo spaccio virtuale segue gli stessi meccanismi di quello convenzionale. “L’I-Doser all’inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file è quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare dai 5 ai 10 euro”, dice il colonnello. Diversamente dal mercato convenzionale delle droghe, non esistono divieti per l’I-Doser, che è dunque legale in quanto non regolamentato.
Per ora non è stato accertato quali danni possa arrecare la cyber- droga, nè se dia dipendenza. “Il fenomeno è agli albori”, afferma Rapetto. “Chi diffonde i file sostiene che non ci siano effetti collaterali, che le dosi provocano delle semplici sbornie, ma è bene che a stabilirlo siano i medici”.
La fabbrica delle emozioni artificiali che ha sfornato distruzioni sintetiche come LSD, extasy e crack, con l’I-Doser sfida il terzo millennio. E gli utenti in cerca della loro dose di sballo virtuale non mancano.
[fonte Tgcom]
Argomenti: cyber-droghe, droga, I-Doser, mp3, peer to peer, sostanze stupefacenti
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July 10th, 2008 at 8:02 pm
Già sapevo di questa cosa essendo un esperto di droghe ma non credo che sia una cosa tanto negativa ma forse un pò pericolosa sì.
Certamente, così come le droghe hanno un maggiore effetto in chi le assume con determinate aspettative, anche questo tipo di programmi funzionano meglio se si crea il contorno ideale per ascoltare questi suoni.
Silenzio, oscurità , relax, sono gli ingredienti base per ottenere uno sballo quasi vicino al reale utilizzo di una droga , attenti però al pericolo dipendenza, non sottovalutiamo questo aspetto, lo stesso a cui si va incontro col sesso, il gioco d’azzardo ecc.
Gli eccessi non sono mai positivi.
Certamente una bella esperienza sognante sarebbe bene provarla ma senza farne una fissazione.
July 10th, 2008 at 10:32 pm
Molti dicono che sia tutta una bufala e che i filmati che si vedono in rete sono tutti truccati.
Verità o no, sono in molti ad essere attratti da questi “svaghi”. E, dato che l’uomo (i giovani in special modo) spesso non sa contenersi e deve sempre strafare, sono sicura che il numero degli utilizzatori aumenterà .
July 12th, 2008 at 2:49 pm
l’uomo si annoia, se avesse seri problemi forse maturerebbe e capirebbe.
July 12th, 2008 at 7:28 pm
Per come la vedo io, l’uomo più ha e più cerca e si annoia. E’ un circolo vizioso.
July 13th, 2008 at 8:24 am
OPPURE……UN CIRCOLO “SFIZIOSO”
July 13th, 2008 at 8:25 am
ALESSIA, NON TI VEDO PIU’ TRA I MIEI COMMENTATORI E LA COSA MI DA DA PENSARE, VUOI VEDERE CHE STO DIVENTANDO NOIOSO ED INCLONCUDENTE !!!
July 13th, 2008 at 8:27 am
ERRATA CORRIGE INCLONCUDENTE=INCONCLUDENTE, E SOTTOLINEO IL “DENTE”

July 13th, 2008 at 11:58 am
Syd non mi hai più vista tra i tuoi commenti perchè su quello di Carletto l’amico di tutti non avevo nulla da dire, l’ultimo articolo lo devo ancora leggere bene. Non mi piace commentare se prima non ho letto tutto.