L’invasione del podcast.

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Dall’unione delle parole i-pod e broadcast (trasmissione) è nato il podcast: registrazioni e programmi radio da caricare sull’i-pod e ascoltare ovunque, in qualsiasi momento. La vera rivoluzione? Chiunque può creare i propri e diffonderli via web.

Cosa significa podcast? Non è nel mio vocabolario.

Non è nel vocabolario perchè è stato inventato recentemente mettendo insieme i termini trasmissione (broadcast) e iPod. I Podcast sono registrazioni digitali attraverso internet e, in gran parte, gratuite. Alcune somigliano ai programmi radio, prodotti professionalmente, che trattano notizie, attualità, cultura e teatro. Altre vengono registrate in delle stanze e presentano idee personali, suggerimenti o diari.

Sono semplici da usare?

Si. Basta scaricare registrazioni individuali dai siti web oppure abbonarsi a podcats regolari (spesso chiamati RSS feeds), in modo che il vostro computer li riceva automaticamente. Avrete bisogno di programmi “aggregatori”, o podcatcher (come iTunes) per gestire gli abbonamenti, ma anche questi sono gratuiti. Quindi potrete ascoltare le registrazioni direttamente sul vostro pc oppure scaricarle in un lettore MP3.

Mi piacciono la radio e i CD. Qual’è il vantaggio del podcast?

Con il podcast potete ascoltare qualunque cosa volete ogni volta che vi va, senza aspettare la scaletta della radio o dover comprare CD costosi. Per esempio: mi sono appena abbonato ad un podcast della radio BBC. Se perdo il notiziario, un nuovo spettacolo che si prende gioco degli eventi attuali appare nel mio iTunes ogni venerdì. Posso ascoltarlo seduto alla mia scrivania, in macchina, oppure nel letto. Inizialmente molti podcast erano spettacoli radio amatoriali, ma ben presto sono emersi nuovi utilizzi. Adesso la gamma è vasta: dal vostro show radiofonico preferito alle lezioni di lingua; dai consigli di cucina all’autostima; da “Ulysses” di James Joyce ai pensieri di Paris Hilton.

Sono popolari?

I podcast stanno crescendo in maniera esponenziale: un quarto di milione di utenti hanno scaricato ogni singolo episodio dello show comico britannico Ricky Gervais (anche se questa cifra scese quando il servizio diventò a pagamento). Potete scoprire la musica celtica, o sapere quante canzoni sono state registrate. Gli insegnanti possono mandare le lezioni agli studenti assenti. Potete collezionare gli articoli di Wikipedia, consigli per chi viaggia e audio-tour per le località più famose. Potete ascoltare musica dal vivo dai festival, i discorsi dei politici e degli scrittori, oppure visioni contrastanti su fatti attuali. Non si tratta soltanto di materiale prodotto da persone singole: la potente BBC offre podcast settimanali gratuiti sullo sport, sulla scienza, sulla musica e sul teatro. I programmi podcast potrebbero presto diventare motori di ricerca.

E a proposito del produrre podcast personali?

Anche questo è semplice. Voi registrate il materiale, lo caricate in un sito RSS, e ne parlate alla gente. E’ semplice trovare consigli riguardo gli aspetti tecnici. Tutto ciò di cui avete bisogno è un microfono, una connessione a banda larga e una buona idea. Paris Hilton, gli U2 e la BBC trovano semplice attirare spettatori. Ma alcuni successi sono ancora più sorprendenti: “Celtic Music News” è sempre nella top-10, insieme con podcast video, inglesi che insegnano il giapponese, e lo show sulla cucina “Cibi Alternati”. Ora che tutti possono raggiungere un’audience globale, l’era dei grandi mass media è veramente finita?

[Tratto dal mensile “Speak Up”. Tradotto da Alessia Angeli]


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