Presto il computer si potrà indossare.

Tecnologia integrata nell’abbigliamento.

Gli scienziati di tutta Europa sono al lavoro per realizzare una serie di applicazioni tecnologiche da integrare negli abiti che si indossano tutti i giorni, realizzando nuove forme di interazione tra uomo e computer in grado di migliorare le prestazioni lavorative, e soprattutto la sicurezza delle persone. E’ questo lo scopo di un progetto internazionale chiamato WearIT@work, che l’Unione Europea ha finanziato con 23 milioni di euro.

WearIT@work è il più grande progetto di informatica portatile civile al mondo e viene attualmente sperimentato in quattro settori diversi: manutenzione degli aeromobili, risposta alle emergenze, produzione di automobili e assistenza sanitaria. Recentemente sono stati lanciati progetti pilota anche nel campo della prevenzione degli incendi boschivi, e del patrimonio culturale.
In pratica, sarà come avere sempre su di sé un “computer da indossareâ€: anziché lavorare con il pc, si otterrà aiuto direttamente dalla tecnologia, un po’ come accade quando si è alla guida di un’auto e si ricevono informazioni dal sistema di navigazione che aiuta a svolgere i compiti essenziali. Spiega il dottor Michael Lawo, coordinatore del progetto WearlT@work dell’Università di Brema (Germania): “Con un’applicazione desktop si avranno sempre uno schermo, una tastiera e un elaboratore; con una soluzione informatica indossabile, invece, la situazione può essere completamente diversa. Si possono utilizzare il controllo vocale o quello gestuale a seconda delle esigenze, ma l’applicazione dovrà essere sempre la stessa”.

Il progetto prevede l’utilizzo dell’Open Wearable Computing Framework (Quadro aperto di informatica indossabile), costituito da un elaboratore centrale, facilmente indossabile e indipendente dall’hardware, che dà accesso a un ambiente Tic (tecnologie dell’informazione e della comunicazione). Tra i componenti di base figurano comunicazione senza fili, sistemi di posizionamento, riconoscimento vocale, dispositivi di interfaccia e piattaforme e dotazioni software di basso livello, grazie ai quali tutti i diversi elementi potranno funzionare contemporaneamente senza problemi.

Nella maggior parte dei casi, la tecnologia viene applicata a persone che non sono abituate a utilizzare i computer sul posto di lavoro, come gli operai. Ad esempio, nel caso del settore aeronautico, quando si deve attuare una riparazione un impiegato deve cercare la documentazione pertinente su un computer, trovare il manuale di manutenzione dell’aeromobile e quello sui pezzi di ricambio e stamparli. Questi documenti vengono poi consegnati al tecnico che raggiungerà l’aeromobile e riparerà fisicamente il guasto, scrivendo in seguito la sua relazione sul proprio lavoro. La nuova tecnologia permetterà invece al lavoratore di accedere direttamente al sistema TIC dal posto di lavoro, ottenendo tutte le informazioni necessarie ed eliminando la carta.

Alla luce delle numerose applicazioni che potrebbe avere, il banco di prova più difficile per il progetto è quello in cui sono coinvolte le squadre di pronto intervento, in collaborazione con il corpo dei vigili del fuoco di Parigi. La tecnologia interviene a sostegno dei processi di comunicazione, collaborazione e informazione delle squadre, migliorando la loro interazione e insieme la sicurezza. In questo caso vengono impiegati, ad esempio, una serie di dispositivi leggeri, resistenti e di facile impiego, come biosensori che controllano lo stato fisiologico degli uomini e garantiscono una migliore localizzazione di pericoli e vie di fuga. Secondo Lawo, questa tecnologia piace anche ai lavoratori chiamati a sperimentarla. I test proseguiranno fino alla metà del 2008 e saranno seguiti da un periodo iniziale di 12 mesi in cui l’attenzione si sposterà sul trasferimento e lo sfruttamento tecnologico. L’obiettivo del progetto è in ogni caso è introdurre il sistema nei metodi lavorativi di ogni giorno.

[Tgcom]


Argomenti: , , , ,

Ritieni questo post utile o interessante?
Condividi

Leggi anche:

Rispondi al post