Second Life: caccia ai cyber-ladri.

La polizia contro furti e frodi.

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Agenti italiani al lavoro nel “metamondo” di Second Life per scovare ladri e truffatori in un cyber-spazio sempre più frequentato. Monitorando l’universo digitale, gli specialisti della polizia postale e delle comunicazioni cercano di individuare eventuali crimini commessi in questa “esistenza” parallela. Il timore è che questo in mondo in 3D possa nascere un’intensa attività di scambio di materiale pedopornografico.

Second Life è ormai un fenomeno troppo vasto per poter essere trascurato. Secondo le utime stime, sono addirittura 10 milioni gli utenti registrati, che hanno scelto di vivere in un mondo immaginario. “Da qui - spiega Maurizio Masciopinto, direttore della divisione investigativa - la decisione di infiltrare poliziotti che, coperti come tutti dall’anonimato di identità fittizie (dette avatar), vivono in questa vera e propria dimensione alternativa, frequentano gli stessi posti e cercano di raccogliere informazioni“.

Al momento non si hanno dati certi di crimini commessi “virtualmente”, anche se alcune inchieste giornalistiche hanno alimentato la paura che in questo mondo tridimensionale potesse proliferare lo scambio e il commercio di materiale pedopornografico. Paura avvalorata in parte anche da un’indagine svolta dalla polizia federale tedesca e da un rapporto del Fraud Advisory Panel inglese che considera tutte le comunità virtuali soggette a pericoli crescenti di frode e furti. In realtà, per ora, non si sono trovate tracce concrete di queste azioni criminose.

Un problema diffuso sembra però essere la sempre maggior quantità di denaro che gravita intorno a Second Life tanto che, dal prossimo 22 gennaio, sarà vietato alle banche del mondo tridimensionale distribuire interessi provenienti da investimenti se manca una certificazione ufficiale di un istituto governativo o una vera e propria registrazione governativa. La moneta ufficiale di questa “seconda vita” è il linden dollar, anche se sempre più spesso è necessario avere disponibilità di euro e dollari per comprare, vendere e investire.

Intanto, per evitare eventuali ricadute legali, la Linden Lab, la società che gestisce Second Life, ha messo al bando il gioco d’azzardo. Molti i pericoli in agguato per chi frequenta casinò e sale scommesse in questa esistenza parallela. Questo universo creato e immaginato dall’uomo per fuggire dalla routine sta diventando sempre più simile al mondo reale e la polizia va alla ricerca di contromisure per contrastare anche i nuovi reati virtuali: “Noi siamo in allerta - conclude Masciopinto - e stiamo cercando forme di collaborazione diretta con la società che gestisce Second Life e preso contatti con l’Fbi per comprendere meglio i fenomeni italiani“.

[LiberoNews]


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