Toglietemi tutto, ma non Internet

Se per eventuali emergenze ambientali vi chiedessero di fare a meno delle comodità della vita contemporanea, a cosa non potreste rinunciare? Leo Hickman non ha dubbi
A quale “elemento indispensabile” della vita moderna - ad eccezione dei reali elementi essenziali come l’acqua pulita, le fognature, gli ospedali, le scuole, il cibo, i vestiti caldi, ecc … - sareste meno disposti a rinunciare? L’automobile? La lavastoviglie? Il telefono cellulare? I voli low-cost? Le maschere di bellezza? Il Britain’s Got Talent?
C’è solo una cosa che mi viene in mente: Internet. Non è un’esagerazione affermare che adesso non potrei immaginare la vita senza di esso. E’ stata una presenza costante durante tutta la mia carriera lavorativa e qualche volta mi chiedo come sarebbe stato fare il giornalista senza avere uno strumento di ricerca così potente e immediato come Internet. Immaginate: prendere il telefono e chiamare realmente qualcuno per ottenere informazioni. Oppure prendersi la briga di infilarsi il cappotto e andare alla biblioteca locale. Credo che molti di noi si sentirebbero persi se Internet ci fosse in qualche modo tolto. Quindi oggi dovremmo avere paura in quanto si dice che alcuni alti papaveri di internet abbiano detto che una “tempesta perfetta” sta ora minacciando il futuro di Internet.
Il probelma, sembra, è che Internet ha talmente tanto successo che potrebbe presto implodere perchè ha usato tutte le riserve di energia disponibili. “In un mondo costretto dall’energia, non possiamo lasciar aumentare l’impatto che Internet ha sull’ambiente … dobbiamo limitare il consumo di energia”, ha detto Subodh Bapat, vice-presidente al Sun Microsystem. “Abbiamo bisogno di più server. Ogni server consuma più watt rispetti alla generazione precedente e ogni watt costa di più. Se mettete insieme tutte queste tendenze, avete la tempesta perfetta”. L’impronta al carbonio di Internet sta crescendo esponenzialmente. Le statistiche dicono che internet sta ora “superando altri settori, come l’industria aerea, che sono più conosciuti per il loro impatto ambientale negativo”. Uno studio condotto da Rich Brown, un analista energetico al Lawrence Berkeley Natioal Lab in California, commissionato dalla dall’agenzia americana per la protezione ambientale, ha affermato che i centri dati americani hanno utlilizzato 61 miliardi di kilowatt all’ora nel 2006 - l’1,5% del consumo elettrico degli Stati Uniti.
All’inizio del 2009, Google ha sollevato un polverone quando ha rivelato che l’impronta al carbonio per la ricerca su Google è stato in media di 0.2 grammi di diossido di carbonio. La somma sembra banale fino a quando non si scopre che ogni giorno vengono effettuate più di 200 milioni di ricerche su Google in tutto il mondo. Google sta ora facendo galleggiare i suoi server in mare aperto. In questo modo può utilizzare l’energia delle onde e delle maree per fornire energia elttrica di cui hanno bisogno i server per funzionare e l’acqua del mare per raffreddarli. Possono questa innovazioni tenere il passso con una domanda sempre più in crescita? YouTube, apparentemente,è uno dei componenti di Internet che toglie più energia. Pensate a quanto è arrivata l’impronta al carbonio del breve show di Susan Boyle ora che ha raggiunto il numero storico di 100 milioni di visite!
Dovremmo razionare il nostro utilizzo di Internet affinchè possa sopravvivere? Se così fosse, quale sarebbe la quota equa? Trenta minuti al giorno per ogni persona? Cinquanta megabyte di download al giorno? Così come ci è stato chiesto di “fare la nostra parte” per l’ambiente volando di meno, utilizzare di più i trasporti pubblici, mangiare meno carne e così via, ci chiederanno ora di scaricare meno file multimediali? O di pagare di più per il privilegio una volta che abbiamo oltrepassato la nostra soglia?
Leo Hickman’s Ethical Living
[Articolo tratto dal mensile SpeakUp. Traduzione di Alessia Angeli]
Argomenti: ambiente, inquinamento, Internet, leo hickman ethical living
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January 5th, 2010 at 2:19 am
Non avevo mai pensato che navigare in rete potesse avere degli effetti negativi sull’ambiente ma, la mia impronta al carbonio credo sia molto modesta visto che il numero di visite massimo raggiunto nel mio blog ha superato di poco i 200 contatti nel solo giorno di ieri.
Numeri miseri rispetto a Wikipedia che registra migliaia di visite, se non milioni, al giorno.
Certamente, una cosa a cui non rinuncerei volentieri è il computer ed internet ne alla preghiera comunitaria con la mia chiesa.
Certamente i figli e la mia famiglia, sono al primo posto (dopo Dio) ma, volendo parlare di rinunce materiali, internet è una di quelle cose alla quale non rinuncerei, per il resto, potrei anche fare a meno di tante cose che, oggigiorno, ci appaiono come indispensabili e che ci hanno resi schiavi.
January 6th, 2010 at 6:25 pm
La tecnologia è una cosa utilissima, ma avolte rende schiavi purtroppo. Prendiamo il cellulare: tutti dicono che una volta non esisteva e si viveva bene lo stesso, ma nessuno ci rinuncerebbe mai oggi. Io stessa non ci rinuncerei perchè la vita che si conduce oggi ci porta, nel bene e nel male, ad avere bisogno di essere sempre rintracciabili e di poter rintracciare da qualsiasi parte del globo. L’importante credo sia utilizzare tutto con moderazione.