Africa, progetto contro l’AIDS.

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Denaro a chi fa sesso protetto.

Migliaia di africani verranno pagati dalla Banca Mondiale perchè evitino sesso non protetto. Stando a quanto riportato dal Financial Times, l’iniziativa verrà sperimentata nel corso dell’anno in Tanzania, per una spesa da 1,8 milioni di dollari (1,1 milioni di euro), nel tentativo di contrastare la diffusione dell’Aids nel continente africano. La fase sperimentale riguarderà circa 3mila uomini e donne.

Le persone coinvolte nel progetto riceveranno 45 dollari l’anno solo se dai risultati delle analisi, a cui verranno sottoposte regolarmente, emergerà che non hanno contratto infenzioni che si trasmettono per via sessuale. Quarantacinque dollari corrispondono a circa un quarto dello stipendio annuale di molti di loro. Gli studi verranno condotti da ricercatori della Tanzania in collaborazione con i loro colleghi delle università americane di Berkeley, San Francisco e della Banca Mondiale.

Sono circa due milioni i decessi causati ogni anno dall’Aids e nel 2007 si sono avuti circa 2,5 milioni nuove infezioni da Hiv, perlopiù in Africa, nonostante i miliardi di dollari spesi per programmi di cura e prevenzione avviati da anni. Per questo, lo stesso Financial Times, pur definendo “bizzarra” la proposta, scrive che “vale comunque la pena provarci”.

[fonte Tgcom]


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5 Responses to “Africa, progetto contro l’AIDS.”

  1. Alessia Says:

    Personalmente non sono molto d’accordo con questa iniziativa.
    C’è bisogno di campagne di sensibilizzazione più efficaci e non di pagare la gente affinchè usi il preservativo. In questo modo capiranno veramente l’importanza del fare sesso protetto? Io dico di no. Ciò che considereranno sarà il denaro che gli spetta nel caso in cui risultino negativi ai test, e non il fatto che la loro vita possa essere salvaguardata.

  2. cocodix Says:

    Concordo interamente. Piuttosto sarebbero da descrivere in maniera incisiva (se non addirittura scioccante) a quelle popolazioni (i media sono maestri in queste cose quando vogliono) gli effetti e le sofferenze di questo tipo di malattie. E’ vero che in quei paesi sono abituati a convivere con sofferenze e morte, e in un certo qual modo vi è una sorta di rassegnazione a tutto ciò che può capitare, ma scrollarli energicamente dalla loro indolenza potrebbe far loro capire che con l’impegno ed un minimo di attenzione in tante cose, anche condizioni e aspettative di vita migliorerebbero; vedi ad esempio le vaccinazioni o la non sottovalutazione degli effetti di infezioni di vario tipo, tropopo spesso trascurate.

  3. Alessia Says:

    Il fatto è che si tende a credere che in quei paesi la gente non sia in grado di capire perchè parliamo del terzo mondo. Povertà e miseria non significano mancanza di intelligenza, quindi se a quelle persone venisse spiegato veramente cosa si rischia nel contrarre certi tipi di malattie sono certa che sarebbero loro i primi a non voler aggiungere ulteriori sofferenze ad una vita che di per sè è già dolorosa.
    Se fino ad oggi il problema persiste, vuol dire che la sensibilizzazione attuata fino a questo momento non è stata così efficace come si pensava. Non basta dargli dei soldi per far si che capiscano che l’AIDS ti uccide … prenderebbero precauzioni solo ed esclusivamente per il fattore denaro (possiamo biasimarli per questo? Direi proprio di no), senza capire che la prevenzione andrebbe fatta non perchè ti pagano, ma perchè ti salva la vita.

  4. THE GREAT SYD Says:

    excuse moi !!!
    Premetto che, visto che nelle nostre chiese si vive spesso a contatto con questa gente tramite missionari evangelici, non è un problema di intelligenza il loro ma di cultura legata troppo spesso a credenze e superstizioni animiste e pagane che ne condizionano l’esistenza.
    Loro credono che gli spiriti della foresta li maledicano se non tengono un certo stile di vita.
    Sembra ignoranza ma è solo una sbagliata cultura religiosa che li porta a tanto.

  5. Alessia Says:

    Si ma secondo te pagandoli il problema si risolverebbe?

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