Bambini ridotti in schiavitù.

Milano. Arrestato il padre e cinque persone.

Chiamavano la mamma. Come tutti i bambini del mondo. Ma per questo venivano puniti. Selvaggiamente, senza pietà. Chiamavano la madre alla quale erano stati strappati per essere precipitati in un mondo di dolore e sofferenza. Il padre li colpiva con un bastone, li chiudeva nell’armadio per nascondere i loro lividi quando aveva ospiti a casa. Un bambino e una bambina hanno attraversato l’inferno creato dal genitore e da altre cinque persone, tra le quali quattro donne.

Oggi i bimbi hanno 11 e 14 anni, sono in una comunità protetta. Gli aguzzini sono stati arrestati, per ordine del giudice per le indagini preliminari Fabio Paparella. La Squadra Mobile ha messo fine all’incubo di una famiglia italiana ma di origine maghrebina.

I due bambini non si dimenticheranno mai delle botte, degli insulti, degli sputi. Di quando il padre li obbligava a rubare nei supermercati, a sgraffignare la merce nei negozi per sostentare tutta la famiglia. L’accusa di Marco Ghezzi, il pm titolare dell’inchiesta, apre squarci in un orrore senza fine. Per il pubblico ministero i sei arrestati avevano ridotto in schiavitù i due bimbi, li avevano maltrattati, e intanto spacciavano, rubavano. Tutti reati contestati per il periodo tra il 2004 e il 2006 a Ceriano Laghetto, Varedo, Turate, Limbiate e in tutta una serie di altri comuni dell’hinterland. Per tutelare la privacy dei due bambini gli inquirenti mantengono il riserbo sul comune di residenza.

Le indagini degli inquirenti, che tuttavia non si sono ancora concluse perché c’è una settima persona indagata e attualmente ricercata, sono iniziate nel maggio dell’anno scorso per una diversa inchiesta. In quel caso era la madre dei due bambini la vittima: rapita in Marocco 15 anni fa, picchiata selvaggiamente. Le erano stati sottratti i figli, che poi erano stati precipitati in un incubo.

Rapiti dal seno materno, segregati, malnutriti, sporchi, senza la possibilità di andare a scuola come tutti gli altri. Erano costretti a fare le pulizie, a compiere furti per i parenti. Ora i responsabili sono dietro le sbarre: il padre delle vittime di 33 anni e un altro di 50, e quattro donne di 28, 34, 40 e 55 anni. E’ ancora ricercato un uomo di 74 anni, per i quali erano stati disposti i domiciliari in virtù dell’età avanzata. Hanno tutti precedenti per reati contro patrimonio e il padre dei bimbi nonché una zia erano già detenuti a Pavia e a Vigevano.

[fonte LiberoNews]


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