Facciamo pace con Yoko Ono

Yoko Ono

Non è mai stata troppo amata dal pubblico, che l’ha sempre associata alla fine dei Beatles trascurando la sua attività di artista. Ma è ora di fare pace con Yoko Ono, magari visitando Between the Sky and My Head, la mostra che ne ripercorre l’intera carriera

Non pensate sia ora di smettere di odiare Yoko Ono? Yoko è famosa per aver causato la divisione dei Beatles, ma lei ha dedicato la sua vita all’arte. Infatti John Lennon visitò una sua mostra nel 196 all’Indica Gallery di Londra perchè voleva vedere il lavoro di un importante artista radicale e cincettuale. Lennon descrisse l’incontro con Yoko come “magico”. Questo mese il Baltic Centre for Contemporary Art di Newcastle offre al pubblico la possibilità di scoprire la magia di quest’artista grazie alla mostra Between the Sky and My Head.

Play it by TRust

Play it by Trust

La mostra segue il lavoro di Yoko dagli anni ‘50 fino ad oggi, con sculture, disegni, fotografie, film e installazioni sonore. E’ inoltre possibile vedere la scacchiera concettuale chiamata Play it By Trust, con pezzi alti 1 metro e realizzati con il marmo di Carrara, un labirinto fatto di Plexiglas chiamato Amaze, il suo famoso film Fly che mostra una mosca sul corpo di una donna, e uno dei suoi primi lavori, Cough Piece, un’installazione sonora dell’artista mentre tossisce. Yoko Ono appartiene al movimento NeoDadaista che iniziò in Giappone dopo la seconda guerra mondiale e, nel 1961, diede il suo aiuto per la fondazione del New York avant-garde Fluxus group. Yoko credeve nel messaggio pacifico del gruppo e nell’utilizzo della tattica dello “shock” per “svegliare” la dormienti classi medie.

amaze

Amaze

Una parte importante del lavoro di Yoko include il ricordo del suo defunto marito John Lennon e del loro lavoro insieme. La mostra include il Film No.5 che cattura un unico sorriso di Lennon: Yoko ha utilizzato una videocamera ad alta velocità che rallenta il sorriso fino a farlo diventare un’enigmatica esperienza di 51 minuti. L’influenza di Lennon sul suo modo di fare arte è anche evidente nei cartelloni Imagine Peace.

I visitatori sono invitati a prendere parte ad alcune delle installazioni: c’è il Wish Tree dove è possibile appendere speranze e sogni scritti si piccoli fogli, e un’altro pezzo chiamato My Mommy is Beautiful, dove si possono appendere fotografie e ricordi delle proprie madri su tele vuote. Le note appese al Wish Tree saranno spedite all’Imagine Peace Tower, a Videy Island, dove raggiungeranno altri contributi provenienti da tutto il mondo.

[Articolo tratto dal mensile SpeakUp, traduzione di Alessia Angeli]


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One Response to “Facciamo pace con Yoko Ono”

  1. l'osservatore Says:

    Non ho mai avuto una buona opinione di Yoko ono e non ho mai capito cosa ci trovasse in lei John Lennon visto che non era certo una bomba sexy comunque, diciamo che Lennon, era davvero particolare, carismatico e credo che abbia influenzato non poco le opere della moglie.

    Credo che la fine dei Beatles non sia stata colpa di Yoko ma di Lennon che, secondo me, si era un pò stufato del gruppo e preferiva essere l’unico al centro dell’attenzione per far emergere la sua genialità spesso spesa per i Beatles e non sempre riconosciutagli.

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