Il colloquio di lavoro.

Presentarsi nel modo giusto può essere già una raccomandazione.
Certo, fondamentale per trovare un lavoro è avere la competenza, così come saper presentare un curriculum adeguato; senza contare il trovarsi al posto giusto nel momento giusto, cioè quel pizzico di fortuna che evidentemente non guasta. Ma è facile portarla dalla nostra parte se si ricordano alcuni elementi-chiave: in sette secondi chi vi sta esaminando si fa un’idea del vostro abito, dell’atteggiamento e di ciò che volete sembrare.
Secondo gli psicologi del lavoro, infatti, il primo colpo d’occhio costituisce ben l’80% della prima, complessiva impressione che l’aspirante fa sugli esaminatori. Terrore: cosa fare per presentarsi al meglio e non perdere l’occasione di quell’agognato posto di lavoro? Sarà banale, ma l’abito fa il monaco: ‹‹E’ poco credibile un grafico pubblicitario in completo doppiopetto così come una segretaria di direzione con un piercing al naso›› avverte Barbara Torrance, esperta di selezione presso una multinazionale americana, che svela un trucco: pensare a film e telefilm e cercare di inquadrare qualcuno che svolge la professione che si desidera fare, imitandone anche il modo di porsi e di vestire. Un suggerimento? Jennifer Aniston, la Rachel del decennale telefilm Friends, dice ancora Barbara Torrance. ‹‹Lei si occupa di comunicazione per un’importante casa di moda, ha sempre un abbigliamento e un modo di presentarsi adeguati al suo ruolo, cioè comunicare ad alti livelli. Una punk non sarebbe credibile, così una persona sciatta, poco curata o con abiti fuorimoda. Viceversa uno stile punk sarebbe credibile per un giovane creativo, magari in ambito web››.
E proprio da Internet arrivano suggerimenti a raffica. Il sito dressforsuccess nato sulla scia di un libro di grande successo negli Stati Uniti, mette in chiaro cosa si deve ( e non si deve ) fare sia per conquistarsi il posto che per andare avanti nella carriera. Dal calzino ( mai e sicuramente mai quello bianco, a meno che non vi stiate arruolando in Marina ) alla cravatta: da evitarsi quelle con Topolino così come con fiori giganteschi … Stabilito che a consigliarci dovrebbe essere in ogni caso il buonsenso, un parere comune degli esperti di selezione del personale è di dare, anche nel look, una sensazione di affidabilità e serietà . L’abito casual, ad esempio, può andar bene se state sostenendo un colloquio per diventare animatore in un villaggio turistico; altrimenti l’aria da studente dà un indice di immaturità .
Ovviamente, per quanto riguarda le donne e le ragazze, a meno che non si spasimi per un posto da cubista, meglio evitare top a pancia scoperta, trucco pesante e colori shock: no allo smalto nero sulle unghie stile Uma Thurman in Pulp Fiction, no al tacco a stiletto: il massimo accettato, sia per un colloquio che per fare la miglior impressione in azienda, non supera i sette centimetri. Un capo che va bene sempre: la camicetta bianca, abbinabile, come si sa, con tutto. Non ha però nemmeno senso trasformarsi in anonime, mortificate suorine, nè i giovani professionisti dovrebbero andare a cercare un abito “serio” ( in ogni caso da evitare il nero, non idoneo per il lavoro d’ufficio se non nelle banche della City londinese ) che di botto li trasformi in grigi cinquantenni. Giacca e cravatta non fanno male a nessuno, se ben scelti e ben accostati ( e soprattutto se si ha chiaro che quello sarà l’abituale abito da lavoro ), ma soprattutto, come suggerisce Luisa Adani consulente di carriera e autrice de “Il posto è tuo”, si nota “come” sono indossati. Niente vestiti troppo larghi e cascanti, niente colletti di cravatta allentati, ma nemmeno lenti degli occhiali appannate e sporche, che danno un senso di trascuratezza; ovviamente, fate un investimento preventivo, ma compratevi uno shampoo antiforfora che eviti un’immagine “puntinata” sul colletto e bavero della giacca.
Allora ragazze, condannate al tailleur? Se ci si presenta per un posto nell’ambito bancario, assicurativo, comunque manageriale, si va sul sicuro. Se l’azienda è particolarmente tradizionalista, meglio optare per la gonna; ma un tailleur pantalone anche colorato ( non in colori shock, per favore! ) può essere ben accettato ovunque, anche perchè segnala una vostra personalità specifica, non omologata nella “divisa” esteriore.
Due consigli minimal ma fondamentali, sia per gli uomini che per le donne: non profumatevi troppo e toglietevi gli occhiali da sole, a meno che non ve lo imponga una congiuntivite ( però mostrate l’occio lacrimante, prima di rimetterli ). A nessuno piace colloquiare con un aspirante collaboratore che si presenti in incognito. Ma soprattutto, quando arrivate davanti al selezionatore, anche con quell’insopprimibile groppo in gola imposto dall’ansia di far bella figura, una raccomandazione: dite la verità , tutta la verità . Vi conviene. Perchè basta poco per accertare se siete davvero stati amministratori delegati di un’impresa da voi creata quando in realtà avete gestito una latteria; eppure il 43% dei candidati italiani ad un posto di responsabilità , su un campione di 1200 manager del settore risorse umane di 13 paesi, tende ad indorare le proprie esperienze lavorative precedenti, mentre lo fa solo il 29% dei candidati stranieri. Lo afferma una ricerca effettuata lo scorso inverno da Robert Half Executive Search, una delle principali società internazionali di ricerca di personale ad alti livelli. Non cercate di raccontare che parlate correntemente il finlandese, altrimenti potrebbero passarvi una telefonata proveniente da Helsinki, e per voi non sarebbe un bel momento. Nè provate a dipingervi come uno chef a tre stelle se davanti ad una padella finite nel panico …
________ COSA E’ MEGLIO FARE ________
• Arrivare con qualche minuto di anticipo.
• Stretta di mano nè troppo forte, nè troppo debole.
• Informarsi sull’azienda prima del colloquio.
• Prepararsi ad illustrare il proprio curriculum.
• Ricordare il nome dell’intervistatore.
• Saper ascoltare.
• Tenere sotto controllo i movimenti del proprio corpo.
• Parlare degli aspetti economici solo dopo che il selezionatore fa una proposta retributiva.
________ COSA E’ MEGLIO NON FARE ________
• Gesticolare in modo eccessivo.
• Fumare o masticare il chewing gum.
• Essere prolissi.
• Sbirciare tra i fogli del selezionatore.
• Mostrarsi irritati o furbi, disonesti o scorretti.
• Parlar male degli assenti, delle imprese concorrenti o di quelle dove si è lavorato.
• Mostrarsi eccessivamente sicuri o nervosi.
• Chiedere immediatamente l’esito del colloquio.
________ SI ________
• Vestirsi in modo semplice e ordinato.
• Camicia bianca.
• Tacchi, purchè non superino i 7 centimetri.
• Giacca.
• Tailleur gonna e pantalone, anche colorato.
________ NO ________
•Vestirsi in maniera trasandata o troppo elegante.
• Top pancia scoperta.
• Trucco pesante.
• Smalto nero.
• Colori shock.
• Tacco a stiletto.
• Troppo profumo.
• Occhiali da sole.
• Vestiti larghi o cascanti.
Argomenti: abito, colloquio di lavoro, curriculum vitae, impressione, selezionatore
Ritieni questo post utile o interessante?
Condividi
Leggi anche: