Il grasso ci parla.

Altro che peso morto! Il grasso del nostro corpo produce ormoni, comunica col cervello e lo istiga a consumare altro grasso. Ecco perchè le diete fallisono, perchè o fast food creano dipendenza, ma anche perchè i grassi “buoni” riescono a far bruciare quelli “cattivi”. A patto di saperli usare.

E’ ciò che rende appetibile un tiramisù, che trasforma un’arida polpetta in un hamburger luccicante, che fa diventare morbida e irresistibile una focaccia. Ma, una volta immesso nel nostro organismo, si trasforma in tante microscopiche goccioline che non ci fanno più entrare nel vestiti. Il grasso è tutto questo, ma anche di più.
E’ straordinariamente intelligente, per esempio; per questo non si riesce quasi mai a mandarlo via, nonostante le diete.
Per questo resiste ad ogni tentativo dell’organismo di bruciarlo oltre una quantità prefissata, sempre inferiore a quanto invece si vorrebbe.
Non solo, dialoga in continuazione col nostro cervello invitandolo subdolamente a mangiare di più. E quali tipi di alimenti? Quelli grassi,naturalmente.
A guardare al microscopio una cellula di grasso, si può anche restare ammirati dalla sua lucente bellezza. In realtà, osservando bene si note che goccioline di grasso occupano quiasi tutto il volume della cellula, schiacciando il nucleo contro la parete. Ma questa ingombrante presenza non è affatto inerte, come si pensava fino a pochi anni fa.
“Le cellule di grasso sono tutt’altro che uno stupido magazzino bisunto”, spiega Philip Scherer, professore di biologia all’Albert Einstein College of Science di New York. “Sono delle vere e proprie industrie chimiche e producono ormoni che usano per parlare col resto del corpo”.

Tutto il nostro organismo è strutturato in modo da opporsi strenuamente a ogni tentativo di farlo dimagrire. “Nel corso di un anno una persona media consuma circa un milione di calorie e nonostante ciò il suo peso fluttua poco”, spiega Jeffrey Friedman, il ricercatore americano dell’Howard Hughes Medical Institute diventato famoso nel mondo per aver scoperto il primo ormone prodotto dalle cellule adipose, la leptina.
“L’organismo, infatti, ha una serie di meccanismi per tenere il conto delle calorie introdotte e di conseguenza bilancia accuratamente l’apporto e il consumo di energia. Ed è proprio questo a rendere particolarmente difficile seguire una dieta dimagrante. Appena noi tagliamo le calorie e perdiamo peso, il nostro metabolismo rallenta, impedendo che si smaltiscano altri chili. Per questo ritengo che l’obesità non sia il risultato di una completa mancanza di disciplina, ma sostanzialmente un problema biologico”, conclude il ricercatore.
Con le diete fai-da-te si perdono chili, ma poi si riacquistano più facilmente.

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A sentire queste affermazioni verrebbe da pensare che fare la dieta è inutile dato che se da una parte togliamo, poi rallentiamo il metabolismo che invece aiuterebbe a bruciare altri grassi.
E’ giusto tenere un regime alimentare sano, quindi i fast food direi che sono proprio off limits per chi vuole mantenere il proprio corpo in forma.
Senza contare poi che l’esercizio fisico, associato ad una dieta sana, aiuta molto.
Sono d’accordo per il fatto delle diete fai-date: è vero che sipossono perde diversi chili in poco tempo, ma è anche vero che poi si riacquistano in maniera anche superiore se non si sta più che attenti.
Quindi, credo che l’unico modo per combattere l’intelligenza del nemico grasso, sia quella di mangiar sano e fare attività sportiva regolarmente.
Anche perchè ad ingrassare si fa presto….il brutto sta poi nel dimagrire! I risultati ,spesso, sono molto lenti.


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