Italia a cinghia tirata.

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Consumi, un’altra frenata a gennaio.

L’anno nuovo è iniziato con la cinghia tirata per gli italiani. Che sul fronte dei consumi si mostrano più che mai prudenti: Confcommercio ha segnato una flessione dell’1,1%. E’ il terzo calo consecutivo, il risultato peggiore degli ultimi tre anni. Neanche in vista delle feste di Natale infatti gli acquisti erano riusciti a risollevarsi: a novembre la riduzione era stata dello 0,9%, mentre a dicembre i consumi avevano registrato un -0,8%.

Le famiglie, sottolinea Confcommercio, non spendono e la debolezza della domanda sta condizionando anche le dinamiche produttive interne. L’ultimo mese dello scorso anno, a testimonianza del momento di difficoltà, la produzione industriale ha subito un calo in termini congiunturali (-0,5%, -1,4% per i beni di consumo). E nello stesso mese gli ordinativi hanno registrato una flessione del 5,4% rispetto a novembre.

Il crollo dei consumi di pane (- 6,3 %), verdure (- 4,2%) e vino (- 4,6%), fa sapere poi Coldiretti, ha spinto verso il basso gli acquisti familiari di prodotti alimentari.
“A fronte della riduzione nelle quantità acquistate si è verificato - sottolinea la Coldiretti - un aumento dei prezzi che ha fatto crescere dell’1,2% la spesa per l’acquisto domestico dei prodotti agroalimentari delle famiglie che e’ risultata di poco inferiore ai 50 miliardi di euro”.
Se gli italiani sono più cauti sul fronte dei beni (la domanda è scesa del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2007), si è invece registrata una crescita per i servizi (+2,1%).

Le telecomunicazioni infatti hanno registrato un incremento notevole, a +1,8%. Segna il passo invece la domanda di servizi ricreativi, con una flessione a gennaio del 5,5% rispetto a un anno prima. In questo contesto, solo la domanda per cd e supporti audiovisivi mostra una crescita contenuta, favorita anche dalla continua riduzione dei prezzi dei prodotti.

Insomma, si riduce la spesa al supermercato, si prende l’auto il meno possibile e se prima si andava al cinema o al teatro adesso si resta in casa, magari a vedere un dvd.
E si risparmia anche sul vestiario: a gennaio è stata pari all’1,7% la contrazione per abbigliamento e calzature.

Fanno meglio ristoranti e alberghi, che sono in crescita, anche se lenta, (1,1% in termini tendenziali), soprattutto grazie alla domanda straniera. In drastico calo invece la domanda di beni per la mobilità, che ha evidenziato una riduzione del 4,4%, interrompendo un trend positivo che si protraeva da oltre un anno.

Segna il passo invece la domanda di servizi ricreativi, con una flessione a gennaio del 5,5% rispetto a un anno prima. In questo contesto, solo la domanda per cd e supporti audiovisivi mostra una crescita contenuta, favorita anche dalla continua riduzione dei prezzi dei prodotti. E’ successo il contrario invece per i prezzi: le tensioni sui beni alimentari e sugli energetici ha determinato un’ulteriore accelerazione per quelli relativi ai beni (+3,1%) mentre per i servizi la crescita dei prezzi molto piu’ contenuta (+1,1%).

[fonte Tgcom]


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