La cucina sposa il benessere.

Cucina atelier, cucina centro benessere, cucina punto d’incontro, in due parole “wellness cucina”, come è stata battezzata dai trendsetter internazionali la cucina del Terzo millennio. Non solo pentole e fornelli quindi, piatti da lavare e tavola da apperecchiare: la cucina cambia faccia e significato.
Un luogo in continua trasformazione che fa da scenario ad esperienze multisensoriali e dove, oltre al gusto e alla qualità , si devono fondere e armonizzare elementi come la musica, il design, l’arredamento, le luci, i colori e i profumi.
Ecco allora che, all’interno della casa, lo “spazio cucina” diventa sempre più “centrale” e amato. Una sorta di nuovo ed esclusivo atelier in cui l’Italian style, con il suo gusto per il buon cibo e il piacere dell’eleganza, incontra la ritualità orientale, con la sua capacità di trasformare ogni gesto in un’esperienza interiore.
E’ qui che si armonizzano la convivialità e il piacere di stare insieme, tipiche delle culture mediterranee e mediorientali, con la raffinatezza e l’attenzione per i particolari di matrice francese. Non importa se si sta preparando un semplice panino o una cena luculliana, il momento intimo della propria cucina diventa l’attimo in cui staccare la spina per ritrovare pace e serenità . Un momento da vivere da soli, in coppia o con gli amici, in cui la preparazione diventa un gioco creativo che appaga e unisce. La “wellness cucina” si trasforma così in una sorta di centro benessere. La preparazione di un piatto è assimilabile ad un trattamento termale.
E’ questo il quadro che è emerso durante la manifestazione milanese “Identità golose”, dal Mauri Labil osservatorio-laboratorio, internazionale, che ha stilato il manifesto della “wellness cucina”, sottolineando come, secondo le ultime ricerche, sia proprio questa la stanza più amata della casa, più di soggiorno e camera da letto.
La cucina e il cucinare diventano momenti di relax e convivialità per solitudini estreme o per trascorrere momenti in compagnia di amici e familiari. Una sorta di laboratorio in cui poter creare, in maniera totalizzante, in base al proprio umore, alle proprie radicate abitudini.
E i segnali di questo ruolo centrale e rinnovata funzione della cucina sono molteplici, basti pensare al grande successo che ormai ottengono in tutto il mondo i corsi di cucina, condotti da grandi chef, al moltiplicarsi di abbinamenti e degustazioni, per non parlare del grande spazio che chef e sommelier ottengono sui media.
Un trend che si sposa con la grande attenzione per la spiritualità e per il benessere psicofisico, come i corsi di feng shui o il grande successo di centri benessere.
Ma anche il grande ritorno verso la casa come momento da vivere da soli o in compagnia. La cucina infatti tende a diventare sempre più intrattenimento e lo spazio una sorta di palcoscenico dove poter recitare la propria parte. In cucina si fanno accomodare ospiti ed amici. Particolare rilievo assume quindi la scelta dei profumi e degli aromi così come le piante fondamentali per dare naturalità ed energia all’ambiente dove si agisce. Un’esperienza che attinge anche dall’arte soprattutto in fase di preparazione dei piatti e non disdegna la moda, in termini di colori e scelta di alcuni tessuti da utilizzare in cucina. Allo stesso modo nel processo di costruzione dell’atmosfera molto spazio va dato alla psicologia per interpretare cosa è più giusto preparare e come va preparato, con un attenzione particolare ai destinatari della preparazione. Non da ultimo un esperto di musica, in grado di creare la colonna sonora ad hoc per la cucina, pensata e selezionata per ‘accompagnare’ l’esperienza della preparazione, creando un vero e proprio concerto di esperienze sensoriali, dove al gusto e all’olfatto si aggiunge l’udito. Non a caso grandi musicisti del passato e di oggi hanno sempre legato musica e tavola, come fece ad esempio Gioacchino Rossini e come accade in eventi internazionali, dove cucinare e fare musica si fondono.
Ed ecco allora che dall’osservatorio/laboratorio internazionale del Mauri Lab arrivano le 5 regole d’oro che devono essere rispettate per dare vita a quell’esperienza multisensoriale, appagante e stimolante.
1. L’esaltazione del gusto. Deve essere saziato e premiato con una grande cura nella scelta degli ingredienti, nella realizzazione dei diversi piatti, negli abbinamenti tra i diversi sapori e nella scelta delle bevande che li accompagnano.
2. L’appagamento dell’olfatto. Deve essere soddisfatto non semplicemente dal profumo delle pietanze e dei vini, ma dagli aromi e dalle essenze che devono coinvolgere in maniera totalizzante.
3. La gratificazione della vista. Deve essere aaffascinata dall’insieme dei piatti, dell’arredamento, del design, dei colori e delle luci dello spazio in cui ci si muove ma anche dalle creazioni della preparazione. L’obiettivo è che tutto ciò che coinvolge la vista venga armonizzato e contribuisca a creare un’atmosfera appagante.
4. La soddisfazione del tatto. Deve essere appagato dal contatto con le superfici, dai piatti e bicchieri, dagli utensili e dagli oggetti utilizzati. Ogni cosa che viene toccata o anche sfiorata deve essere in grado, insomma, di dare emozioni.
5. La magnificazione dell’udito su cui influiscono l’acustica della cucina, ma anche il suono dei macchinari e degli utensili, e di tutto ciò che circonda il momento della preparazione. Senza dimenticare la musica, studiata e scelta per entrare in armonia con questo nuovo modo di vivere.
Una sintesi insomma di esperienze che permettono, a chi vive lo spazio e si accinge alla preparazione, di trovare il giusto relax e benessere psicofisico. In questo difficile compito vengono in aiuto le esperienze degli chef e della sommellerie, così come dall’universo dei designer, degli stilisti e degli arredatori, sempre più attenti nelle loro creazioni alle emozioni che uno spazio deve regalare a chi ci vive.
[fonte Tgcom]
Argomenti: benessere, cibo, cucinare, Italian Style, relax, wellness cucina
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