Le narcosale …

… sono una soluzione contro il problema della droga?

L’amministrazione comunale di Torino le ha proposte per la lotta agli stupefacenti. Ed è subito polemica.

L’onorevole Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza Nazionale e coordinatore dell’intergruppo parlamentare “Libertà dalla droga” risponde: NO, SI TRATTA DI UNA PRATICA ILLEGALE.

- Che cosa pensa del progetto delle narcosale dell’amministrazione torinese?

Sono contrario, prima di tutto perchè si tratta di una proposta illegale. La legge vigente in Italia non prevede questo tipo di sperimentazione, nè una legalizzazione degli stupefacenti.
E quindi chiunque, dall’amministrazione comunale di Torino ai ministri Turco e Ferrero, si dica favorevole all’istituzione di queste stanze, dovge distribuire droga di Stato, di fatto si dice disponibile a violare la legge. Se l’attuale governo intende liberalizzare l’utilizzo della droga, oppure autorizzare la somministrazione di sostanze stupefacenti in qualsiasi modalità, dovrebbe per lo meno prima presentare un disegno di legge in Parlamento, che punti a modificare la normativa vigente.

- Ritiene che le narcosale non possano offrire una soluzione adeguata per ridurre il problema della droga?

Non ci sono prove che il fatto di drogarsi in un luogo in cui si è sottoposti a sorveglianza sanitaria porti benefici. La droga è sempre droga, sia che venga assunta dentro o fuori le “stanze del buco”. L’utilità delle narcosale non è dimostrata nè sul piano scientifico nè dai precedenti che abbiamo nel resto d’Europa. Le faccio un esempio. La Gran Bretagna, dopo 25 anni di prove, ha abbandonato il progetto. E in Olanda, dove pure avevano ipotizzato l’istituzione delle narcosale, il progetto non ha avuto seguito perchè ritenuto inefficiente. Senza contare che queste sale del consumo nascerebbero per affrontare il problema dell’assunzione di eroina il cui utilizzo sta scendendo, sia in Italia sia nel resto del mondo. Mentre la vera emergenza oggi è la cocaina. Sono fermamente convinto, inoltre, che aprire alle narcosale o ad altre sperimentazioni simili sarebbe solo una resa totale alla droga. Sarebbe soltanto un modo ulteriore per ghettizzare i tossicodipendenti, e, al tempo stesso, legittimarne il comportamento.

- Quali potrebbero essere le alternative possibili?

Ritengo che nella lotta alla droga, la strada da seguire sia solo una, cioè quella che passa per la prevenzione prima di tutto, la repressione poi, e, infine, il recupero. Dobbiamo sostenere i nostri giovani nel difficile percorso della liberazione dall’uso delle droghe, non aiutarli a impiegarle. A questo scopo, è molto importante il sostegno delle comunità di recupero.

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L’onorevole Fabio Evangelisti, vicepresidente del gruppo parlamentare di Italia dei Valori alla Camera dei Deputati, risponde:SI, POSSONO INTEGRARE UN PERCORSO DI RIABILITAZIONE.

- In cosa dovrebbero consistere le narcosale?

Premesso che il problema è molto complesso e pur avendo avanzato alcuni dubbi verso il ministro Ferrero nell’Aula di Montecitorio, ritengo che le narcosale, o “stanze del buco” come le si vuole chiamare in maniera alquanto denigratoria, dovrebbero quantomeno prevedere l’assistenza da parte di personale specializzato prima, durante e dopo la somministrazione delle dosi di stupefacenti. Prima, per uno scopo informativo e di monitoraggio, durante, per avitare casi di collasso o di reazioni incontrollate, dopo, per valutare le condizioni del tossicodipendente prendendosene cura ed evitando che sfoghi i postumi nei luoghi pubblici. Ne esistono esempi, con qualche risultato apprezzabile, in Spagna, a Barcellona, ma anche ad Amsterdam, Sydney, Vancouver, Lisbona e Zurigo, realtà in cui l’approccio alla tossicodipendenza non è stato repressivo, ma neanche permissivo.

- Possono rappresentare un’effettiva soluzione contro la droga?

Tutto ciò che può ridurre il danno della tossicodipendenza, limitando la sua diffusione e il contagio delle malattie a essa collegate, e al tempo stesso offrire assistenza da un punto di vista non solo prettamente medico o psicologico ma anche informativo, va seriamente preso in considerazione per cercare una soluzione a questo dramma. Le narcosale potranno rappresentare una risposta efficace solo se nella loro realizzazione si riuscirà a combinare il principio della riduzione del danno con quello del recupero del tossicodipendente. L’assistenza medica, psicologica e sociale dovranno essere vincolate alla disponibilità da parte del tossicodipendente di avviare un percorso di rieducazione e di riabilitazione.

- Non potrebbero essere consoderate una resa di fronte al fenomeno della tossicodipendenza?

Parliamo di resa di fronte alla tossicodipendenza solo quando le vittime del “paradiso artificiale” sono dimenticate nei vicoli o nei giardini pubblici delle nostre città. Quando, insomma, si preferisce voltare lo sguardo da un’altra parte o ignorare le richieste di aiuto di queste persone. Chi propone le narcosale, non lo fa certo per indifferenza: certo, la loro azione sarà davvero utile se queste si inseriranno all’interno di una più vasta cornice di provvedimenti e strumenti, tra i quali servizi per la tossicodipendenza e le comunità di recupero.


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7 Responses to “Le narcosale …”

  1. Alessia Says:

    Io credo che le narcosale non sono affatto utili per la lotta contro la droga, anzi al contrario sarebbero un’incentivo maggiore … oltretutto legalizzato.
    Forse sarò cattiva quando dico queste cose, ma ho molta poca comprensione e pietà per chi sceglie (non è una costrizione) di drogarsi e diventare di conseguenza tossicodipendente.
    I soldi li dobbiamo spendere per alre cose, tipo la ricerca medica per la cura di malattie mortali.
    Un conto è ammalarsi di una malattia per cui non esiste cura, un conto è distruggersi consapevolmente la vita con quella m***a.

  2. ferz in the box Says:

    Questa ipotetica scelta di aprire delle narcosale potrebbe risultare una stupidaggine, come potrebbe essere una soluzione, il punto è come eventualmente il governo intende amministrare questa iniziativa.
    Il voltare le spalle ai tossicodipendenti è una reazione che la gente assume non tanto per menefreghismo del problema, ma più che altro perchè sin dall’inizio siamo sempre stati abiuati a credere che la gente comune è impotente davanti al problema e allo stesso tempo perchè ci siamo convinti sempre più che tutti gli eroinomani sono dei delinquenti e quindi che in un certo qual modo si meritino quello che gli accade.
    Molti sostengono che arrivare al cosidetto “buco” non sia una costrizione ma una scelta ,e in effetti è cosi, ma sempre queste persone non si rendono conto che le realtà di vita cambiano considerevolmente l’una dall’altra e che molti ragazzi lo fanno perchè non hanno più nulla da perdere e sono queste le persone che vanno aiutate.
    Sono del parere che sia tremendamente sbagliato giudicare tutti i tossicodipendenti come dei criminali o degli stupidi…nessuno si può permettere di giudicare.
    Guardate gli assassini,sono forse più giustificabili dei tossici???Nessuno li costringe ad uccidere, eppure per un motivo od un altro alcuni di loro sono considerati insani di mente e rilasciati subito…quindi non vedo per quale motivo un tossico debba essere lasciaro sotto la panchina di una stazione quando la sua unica colpa è stata quella di lasciarsi andare perchè ha perso tutto….è stato un debole ,ma almeno non fa del male a nessuno se non a se stesso ..a maggior ragione va aiutato.
    I Rumeni???Io non sono razzista e per me gli esseri umani sono tutti uguali ,ma lo stato continua a far entrare senza alcun limite gente che ha gia dimostrato di creare disagi molto gravi nel nostro paese….e questi allora perchè li tolleriamo?!?
    Io penso che una narcosala rispetto ad una comunità di recupero,se ben gestita, potrebbe spronare molto di più un ragazzo che vuole uscire dal tunnel…ma deve essere ben gestita ,presentando un programma che porti il soggetto a concretizzare sempre più che non ha bisogno di quella porcheria!!!
    Alessia io capisco il tuo accanimento contro l’eroina ,ma se ti posso dare un consiglio da amico ,cerca di non generalizzare e sopratutto cerca di non giudicare, perchè è un lusso che nessuno di noi si può permettere.
    Io ho un amico di 45 anni che si chiama fabrizio, e in passato è stato un tossicodipendente di quelli seriamente compromessi, un giorno ha deciso di riprendersi e oggi è un papà meraviglioso di una bambina di 3 anni.Le persone non puoi mai sapere perchè fanno determinate scelte, ma proprio per questo vanno aiutate.
    Questo mio amico ha avuto la forza di andare in una comunità ma non tutti lo farebbero,e non perchè vogliono continuare a drogarsi ma perchè non ne possono fare a meno.
    Le Narcosale potrebbero aiutare in tal senso….continuare a dare droga per levargliela poco alla volta, con continui controlli ad esempio,potrebbe dare una chance a molti più di loro…ma la cosa deve essere gestita bene se no lo credo bene che non funzionano!!!

  3. Alessia Says:

    La storiella del ragazzo perduto che non ha più nulla da perdere non vale per tutti caro Ferz … molti giovani sanno a cosa vanno incontro drogandosi, quindi per questa genete non ho e non voglio avere nessuna pietà. I tossicodioendenti fanno male solo a loro stessi? Non direi, basta vedere l’esempio di tutti quei tossici che rubano, che picchiano i genitori per farsi dare i soldi per bucarsi…pensa un pò, alcuni uccidono anche per rubare soldi!
    Quindi che facciano male solo aloro stessi è un’affermazione alquanto discutibile.
    Certamente non è da fare tutta un’erba un fascio, ma come ho scritto sopra, la storiella de “ho tanti problemi” è una gran cavolata: tutti abbiamo problemi, io stessa ne ho di talmente grossi che tu nemmeno immagini. Ma non mi buco e non pretendo che la gente mi compatisca.
    Ognuno sceglie la propria vita: l’ho sempre pensato e sempre lo penserò. Nessuno ti obbloga a fare nulla e se scegli una via poi dopo non puoi e non devi pretendere che la gente stia lì a compatirti o a darti sempre e comunque una mano.
    Chiamalo menefreghismo se vuoi, ognuno ha le proprie idee e c’è sempre chi cercherà di giustificare la droga e chi ne fa uso.
    Giudicare? Io non giudico, parlo chiaro, cosa che invece tanti non hanno il coraggio di fare perchè spinti da un falso buonismo che cambia così come cambia il vento.
    Non tutti sono come il tuo amico, la maggior parte è tutto il contrario.
    Troppo facile tirare il sasso e cercare poi di rimediare…peccato però che per rimediare ci rimettiamo tutti quanti, chi più chi meno. Quando si dice che è lo stato che paga per determinati servizi, renditi conto che lo stato siamo noi: noi cittadini paghiamo le tasse, tesse che vanno utilizzate anche per erogare strutture e servizi che in teoria dovrebbero servire a chi realmente vuole uscirne.
    Tutti quantio giudichiamo, consapevolmente o no … chi dice di non farlo è solo un grandissimo ipocrita.
    Ti ringrazio del tuo consiglio, così come me ne hai dato uno tu te ne do uno anche io: caro Ferz, secondo me dovresti cercare di giustificare di meno questi comportamenti e guardare un pò di più la realtà, ovvero che i giovani di oggi si ammazzano con le proprie mani e sono coscienti di farlo. Quindi perchè devo avere rispetto e compassione per persone che buttano deliberatamente la loro vita quando al mondo ci sono persone che pagherebbero oro per poter vivere ma hanno un tumore che se li sta portando via?
    Qui non si tratta di dare consigli, ognuno ha le proprie idde giuste o sbagliate che siano.
    Anche io conosco gente che in passato è stata tossicodipendente, e ti posso assicurare che pochi hanno avuto veramente la voglia di cambiare vita.
    Il mondo è bello perchè è vario: magari io potrò sembrare bacchettona col mio modo di pensare … e che sia! Non cerco appoggi, dico ciò che penso senza ipocrisia. Gli altri, pensino come meglio credono, non è una gara a chi da il giudizio migliore.
    ma la mia tolleranza e la mia comprensione hanno un limite oltre il quale non mi voglio spingere.
    Io da tempo non ci credo più a tutti i drogati che dicono che l’unica loro colpa è stato un attimo di debolezza in un momento di difficoltà …ci sono centinaia di modi migliori per risolvere i problemi: drogarsi è il peggiore, e la gente lo sa, non viviamo 60 anni fa quando le persone ancora non sapevano cosa potesse comportare l’uso di sostanze stupefacenti.
    Il discorso degli assassini è un’altra cosa, ma anche lì fosse per me col cavolo che verrebbero rilasciati. Però è un altro discorso, non inerente a questo quindi magari aprirò un altro topic per parlare di serial killer :-D

  4. ferz in the box Says:

    Capisco benissimo il tuo punto di vista ,e devo anche ammettere che purtroppo oggi come oggi sono pochi i soggetti che vorrebbero uscire dalla droga…e questo è male!
    Tuttavia io sono di carattere “umanitario” e so che non tutti riescono a sopportare i problemi con costanza e coerenza, e penso che non sia sbagliato aiutare chi vuole o può essere aiutato.
    Tu mi dici che dovrei cercare di giustificare meno certi comportamenti??…mmm… capisco la tua intolleranza, ma qui non si tratta di giustificare ,ma di capire quale è la punta dell’iceberg.
    La nascita di queste “narcosale” ad esempio può portare ad una risoluzione del problema.Ad esempio…prova ad immaginare se fosse istituito un programma dove vengono segnalati tutti i vari tossici nelle varie province ok??una volta catalogati vengono chiamati o avvicinati e li si mette davanti ad una scelta:cercare di recuperare oppure no.
    A quel punto tutti coloro che non vogliono essere aiutati decidono spontaneamente di essere il marcio della società…bene ,vanno presi e rinchiusi,ma gli altri meritano di provare ,chi veramente è pentito metterà tutto se stesso per recuperare..ricordati che anche accettare un metodo di recupero non è facile!
    Entrare in una comunità significa alzarsi la mattina e chiudere totalmente i rapporti con l’eroina, e per qualcuno può significare un prezzo troppo alto da pagare ed hanno paura,la narcosala invece funziona più o meno con lo stesso principio con cui lo psicologo cerca di eliminare l’asuefazione di un medicinale ansiolitico, portatore di dipendenza(come lo Xanax ad esempio)….eliminandolo a piccole dosi.
    Questa nuova metodologia potrebbe avvicinare quei tossici timorosi di doversi separare immediatamente della loro dose quotidiana e portarli ad essere più convinti della propria scelta.Inoltre se seguiti da un programma di riabilitazione e di recupero ,potrebbero riprendersi anche più velocemente.
    Io comunque non ho mai detto che tu non possa avere la tua opinione, ma ti suggerivo amichevolmente di farlo cercando di puntare il dito quando si è completamente sicuri di sapere di cosa stiamo parlando,fino ad allora è sempre meglio parlare senza indicare,altrimenti rischiamo di essere puntati a sua volta cadendo nel torto.La droga è un problema molto serio e va sicuramente combattuto ma credo che il modo migliore sia quello di capire tutte le sfumature del problema e non avere fretta ad incolpare solo chi ci va di incolpare,proprio per il motivo che hai detto tu …non possiamo fare di tutta l’erba un fascio….non stiamo sotto una trincea e non mi va di buttare giù a tappeto una foresta per eliminare la presenza di alberi marci.Cmq è sempre difficile capire perchè un ragazzo arriva a commettere un errore del genere …le persone reagiscono in modo diverso e in un modo o in un altro tutti commettiamo degli errori gravi o blandi che siano.

  5. Alessia Says:

    Le narcosale non funzionerebbero proprio per come dici tu. Di articoli a riguardo ce ne sono diversi e di diverso contenuto (a volte diametralmente opposto), ma anche se l’intento dovrebbe essere quello di aiutare le persone a disintossicarsi a mio avviso (ma non solo mio, mi sono ampiamente documentata dato che ho familiari nell’ambito del sociale che mi hanno spiegato come funzionerebbero queste narcosale e cosa realmente potrebbero provocare) sarebbero solo una spinta a farsi un buco legalizzato, quindi senza paura di essere arrestati perchè beccati con la roba in tasca.
    Rispetto la tua opinione (anche se non la condivido pienamente) e non ho mai pensato che tu sotto sotto mi stessi dicendo che non potessi averne una mia.
    Vedi Ferz, io non ho fretta di incolpare o di puntare il dito, ma sono stanca di sentire da anni la nenia che i drogati sono tutti poveri disgraziati. Come ho scritto nel post precedente tutti noi abbiamo problemi anche molto gravi, ma non per questo finiamo per farci un buco in braccio.
    Che le cause che portino a ciò sono innumerevoli non lo metto in dubbio, ma di tolleranza e di comprensione in tanti (troppi) anni ce n’è stata fin troppa.
    Quando si parla di droga bisogna per forza comprendere e mai giudicare perchè questi “poveretti” hanno diritto come tutti ad una seconda occasione … poi, però, parliamo di immigrati (maggiormente rumeni) e allora siamo tutti pronti a dire “che se ne tornino a casa loro questi ladri delinquenti”, senza soffermarci a capire perchè questa gente lascia la propria famiglia ed è disposta a fare i lavori più umilianti pir di campare. Quasi nessuno è tollerante nei loro confronti, non neghiamolo.
    Quindi tolleranza e comprensione sono discorsi veramente profondi che non possono essere usati solo quando si parla di drogati.
    Siamo tutti stanchi di vedere gente fatta e strafatta al parco vicino casa, siamo tutto arcistufi di essere infatsiditi alla stazione da questa gente che ti chiede spiccioli per un buco e se non glieli dai se li prendono comunque … abbiamo tutti le pa**e piene di dover comprendere ed essere caritatevoli con gente che rovina non solo la propria di vita, ma una società intera.
    Anche noi cittadini “puliti” paghiamo le spese loro, come credi che stiano in piedi le strutture di recuperò?
    Quindi ripeto: IO sono stufa di tollerare.
    Rispetto comunque le opinioni altrui, non sto cercando di convertire nessuno.
    Però una cosa la ribadisco: TUTTI giudichiamo e puntiamo il dito (magari non prettamente su questo ambito ma in tanti altri che non sto qui ad elencare), nessuno è escluso.

  6. ferz in the box Says:

    Ti capisco…davvero….quelle cose negative che hai elencato cominciano a stancare anche me ..ma non voglio smettere di credere nelle persone ed ho un modo mio di vedere la cosa.
    Anche il problema dei rumeni andrebbe affrontato con coerenza, così come tutti gli altri , ma è anche vero che ogniuno di noi ha una sua etica….come è giusto che sia.
    La cosa più importante rimane risolverli i problemi

  7. Alessia Says:

    Infatti, i problemi devono essere risolti, in un modo o nell’altro.

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