Qual è la vostra scusa?

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Quando si tratta di salvaguardare l’ambiente tutti si sottopongono volentieri ai sacrifici piccoli, mentre per esimersi da quelli più gravosi c’è sempre una buona scusa. Qual è la vostra?

Mentre molti di noi sono preoccupati riguardo i cambiamenti climatici, pochi sono realmente preparati a fare qualcosa di significativo verso la riduzione delle nostre emissioni. In breve, molti di noi sono felici di aspettare che i politici o gli scienziati ci tirino fuori da questo buco piuttosto che rimboccarsi le maniche. Tendiamo a soffrire di ciò che viene definito la “sindrome del non conto nulla” - quale differenza possiamo individualmente fare di fronte a questo problemaapparentemente enorme e l’intrenaigenza delle altre persone verso ciò.

Recentemente 3.600 persone sono state interrogate dal Dipartimento per l’Ambiente, circa un quarto era d’accordo con la dichiarazione: “Costra troppa fatica fare cose nel rispetto dell’ambiente”. Una percentuale simile era d’accordo con la dichiarazione: “Non credo che il mio comportamento nella vita di tutti i giorni potrebbe contribuire al cambiamento climatico”. Tuttavia, oltre la metà degli intervistati ha dichiarato di non lasciare mai la TV in stand-by di notte o di non lasciare inserito il caricabatterie del cellulare e che spengono sempre le luci quando escono da una stanza. Oltre il 70% ha detto di non reciclare ulteriormente (non è un mistero che oggi siamo costretti dalle autorità locali a fare almeno il minimo indispensabile).

In altre parole, non ci pesa fare le cose più semplici, ma ci spaventiamo davanti a quelle più difficili come usare di più i trasporti pubblici, volare di meno, essere più consapevoli dell’uso che facciamo dell’energia elettrica quando uccendiamo il riscaldamento o usiamo l’acqua calda in casa. Come risultato, l’arte della scusa sta diventando sempre più sofisticata. Da una parte ci sono quelli che non credono a questa “truffa” del cambiamento climatico per ragioni ideologiche o scetticismo basato su una manciata di studi che per convenienza ignorano le scoperte di migliaia di altri.

Dall’altro lato abbiamo quelli che accettano il fatto che le azioni incidono sul clima, ma non credono che il loro tentativi per ridurre le emissioni farranno la differenza: “ma i cinesi stanno costruendo due centrali a carbone alla settimana”; “ma gli americani prima devono impegnarsi a ridurre le emissioni”; “ma la deforestazione e le scoregge dei bovini sono il problema più grande qui”, “ma semplicemente ci sono troppe persone su questo pianeta”. Queste appartaengono genericamente alla categoria più ampia del “qualcun altro deve saltare prima che io èrenda in considerazione l’idea di farlo”. Quindi, qual è la vostra scusa preferita, sincera o meno? Oppure, cosa dite a colore che citano una delle scuse sopra elencate?

Leo Hickman’s Ethical Living

[Articolo tratto dal mensile SpeakUp. Traduzione di Alessia Angeli]


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