Sempre più vicino il sangue artificiale.

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Entro il 2008 primi test sull’uomo.

Il 2008 potrebbe essere l’anno della svolta per le sperimentazioni legate al sangue artificiale, dopo anni di controversie di carattere soprattutto etico e battute d’arresto di vario genere. E’ questa la convinzione di un gruppo di scienziati statunitensi della HemoBio Tech di Dallas: gli scienziati, come viene comunicato sulla rivista “New Scientistâ€, sono riusciti a sviluppare un “sostituto” del sangue più sicuro di altri prodotti simili messi a punto fino a questo momento.

Il nuovo sangue artificiale, secondo quanto pianificato, sarà testato entro la fine dell’anno su pazienti chirurgici in India e in America e servirà a tenere in vita una persona nei casi in cui manca un donatore di sangue, facendo sì che a tutti gli organi continui ad arrivare ossigeno.

Il nuovo fluido, spiegano gli esperti della HemoBiotech, risponde esattamente a questo scopo: è sempre disponibile, ed è costituito, come altri sostituti del sangue già realizzati precedentemente, da proteine di emoglobina. Nello specifico, si tratta di emoglobine estratte dal sangue di mucche e legate chimicamente, ogni molecola con l’altra, con adenosina, un nucleotide composto, utilizzato anche come farmaco per arrestare aritmie sopraventricolari.

I ricercatori spiegano che la novità consiste proprio nell’aver “legato†una proteina all’altra, perché l’emoglobina “libera” risulta tossica per l’organismo e causa il restringimento dei vasi e quindi ostacola il flusso sanguigno. Come era stato riscontrato in molte sperimentazioni cliniche fatte in precedenza con sostituti di sangue, si sono verificate molte morti tra i pazienti a cui era stato somministrato sangue artificiale, rispetto ad altri ai quali era stata iniettata solo una soluzione salina. Questi risultati dimostravano che il problema della sicurezza del sangue artificiale non era stato ancora superato. Ora la compagnia di Dallas sostiene di aver finalmente ottenuto un prodotto sicuro, come del resto dimostrano una serie di esperimenti condotti nell’arco di molti anni.

Tra questi anche uno studio effettuato nel 1991, in Zaire, condotto su nove bambini malati di anemia a cellule falciformi, ai quali fu iniettata una piccola dose di sangue artificiale che provocò, come ricorda Artur Bollon, direttore della HemoBio Tech, una dilatazione dei vasi sanguigni. Lo studio dimostrò che il preparato non era tossico, né induceva stati infiammatori, ma “aveva stimolato la produzione di nuovi globuli rossi”. Gli stessi effetti, aggiunge la compagnia, sono stati riprodotti felicemente in altre sperimentazioni su animali e in studi di laboratorio. Naturalmente, visto l’alto tasso di rivalità tra le case farmaceutiche, c’è chi mette in dubbio questi risultati. “E’ un campo difficile - ha commentato John Hess direttore della banca del sangue all’Università del Maryland, Medical Center di Baltimora - e su questo fronte hanno fallito molti cervelli più che brillanti”.

[Tgcom]


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