Sono il mostro di Erba.

Così Olindo Romani si presentò ai compagni di cella.
“Sono il mostro di Erba“. Con questa frase Olindo Romano si presentava ai nuovi arrivati nel carcere di Como. A raccontarlo è Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza Telecom che fu in carcere proprio con il presunto assassino e che testimonierà al processo nel quale Romano e sua moglie Rosa Bazzi sono imputati per la strage di Erba. “Non ha mai detto di essere innocente - ha detto poi Tavaroli - e non sembrava affatto pentito“.
“Dai suoi racconti - riferisce Tavaroli in una intervista al quotidiano “Il Giorno” - era assolutamente pacifico che lui e la moglieavevano ucciso quelle persone, tanto che in una occasione a un detenuto appena arrivato si presentò come ‘mostro di Erba’. Non diceva apertamente di aver ucciso quelle persone, ma sembrava volesse spiegare i motivi che stavano alla base di quello che era successo. Tendeva a giustificare il gesto in quanto lui e la moglie avevano perso la felicità dall’arrivo nella corte in cui abitavano della famiglia della Castagna e di Azouz. Diceva che tutti i suoi sacrifici per comperare una casa che a lui piaceva moltissimo e in cui era riuscito a realizzare i sogni della sua vita si erano vanificati. Quelle persone avevano rovinato tutto“.
Il racconto di Tavaroli poi continua con altri dettagli sull’atteggiamento di Olindo Romano in cella:”Io - dice Tavaroli - discutevo con un altro detenuto che era nella cella di fronte a me e facevamo alcune considerazioni di tipo religioso sul perdono. Lui si è intromesso nella discussione racontando che recentemente era stato perdonato dal padre di Raffaella Castagna. A questo proposito ha sottolineato che non accettava quel perdono perchè non lo aveva chiesto e non si sentiva di chiedere perdono per quello che aveva fatto. Aggiungeva, e lo ha detto più volte, che lui era stato sottoposto ad angherie per molti anni da parte della famiglia Castagna e che se qualcuno fosse intervenuto prima lui non avrebbe fatto quello che ha fatto“.
Parole ‘pesanti’ che Tavaroli sarà presto chiamato a ripetere nell’aula del tribunale di Como dove si sta svolgendo il processo per la strage.
[fonte Tgcom]
Argomenti: Giuliano Tavaroli, Olindo Romano, omicidio, processo, Rosa Bazzi, strage di Erba
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February 1st, 2008 at 7:19 pm
Vederli al tg che ridono e fanno le facce davanti alle telecamere mente il giudice sta dicendo cosa hanno fatto a tutta quella gente mi fa inca****e come una bestia!
Prima confessano e poi ritirano tutto, facendosi burla non solo delle povere vittime, ma di tutti quanti. Fosse per me non avrebbero avuto alcun tipo di processo, l’ergastolo (che è comunque troppo poco) direttamente e in cella di isolamento fino alla fine dei giorni.
February 1st, 2008 at 8:35 pm
Io non li avrei fatti stare in cella insieme…li avrei spediti uno al polo sud e l’altra al polo nord.
February 2nd, 2008 at 1:51 am
Quei due sono seriemente disturbati. Ma tanto qui in Italia danno l’infermità mentale a tutti, quindi non sconteranno ciò che realmente gli spetterebbe.
Che schifo!
February 6th, 2008 at 2:10 am
Li osservo e penso che la loro indifferenza al processo faccia parte del piano studiato coi legali a tavolino per farsi dare l’infermità .
Io staccherei le p***e a lui e taglierei le mani a lei ma, da cristiano, devo attendere paziemntemente di vedere cosa faarà Dio di loro.