Sono il mostro di Erba.

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Così Olindo Romani si presentò ai compagni di cella.

Sono il mostro di Erba“. Con questa frase Olindo Romano si presentava ai nuovi arrivati nel carcere di Como. A raccontarlo è Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza Telecom che fu in carcere proprio con il presunto assassino e che testimonierà al processo nel quale Romano e sua moglie Rosa Bazzi sono imputati per la strage di Erba. “Non ha mai detto di essere innocente - ha detto poi Tavaroli - e non sembrava affatto pentito“.

Dai suoi racconti - riferisce Tavaroli in una intervista al quotidiano “Il Giorno” - era assolutamente pacifico che lui e la moglieavevano ucciso quelle persone, tanto che in una occasione a un detenuto appena arrivato si presentò come ‘mostro di Erba’. Non diceva apertamente di aver ucciso quelle persone, ma sembrava volesse spiegare i motivi che stavano alla base di quello che era successo. Tendeva a giustificare il gesto in quanto lui e la moglie avevano perso la felicità dall’arrivo nella corte in cui abitavano della famiglia della Castagna e di Azouz. Diceva che tutti i suoi sacrifici per comperare una casa che a lui piaceva moltissimo e in cui era riuscito a realizzare i sogni della sua vita si erano vanificati. Quelle persone avevano rovinato tutto“.

Il racconto di Tavaroli poi continua con altri dettagli sull’atteggiamento di Olindo Romano in cella:”Io - dice Tavaroli - discutevo con un altro detenuto che era nella cella di fronte a me e facevamo alcune considerazioni di tipo religioso sul perdono. Lui si è intromesso nella discussione racontando che recentemente era stato perdonato dal padre di Raffaella Castagna. A questo proposito ha sottolineato che non accettava quel perdono perchè non lo aveva chiesto e non si sentiva di chiedere perdono per quello che aveva fatto. Aggiungeva, e lo ha detto più volte, che lui era stato sottoposto ad angherie per molti anni da parte della famiglia Castagna e che se qualcuno fosse intervenuto prima lui non avrebbe fatto quello che ha fatto“.

Parole ‘pesanti’ che Tavaroli sarà presto chiamato a ripetere nell’aula del tribunale di Como dove si sta svolgendo il processo per la strage.

[fonte Tgcom]


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4 Responses to “Sono il mostro di Erba.”

  1. Alessia Says:

    Vederli al tg che ridono e fanno le facce davanti alle telecamere mente il giudice sta dicendo cosa hanno fatto a tutta quella gente mi fa inca****e come una bestia!
    Prima confessano e poi ritirano tutto, facendosi burla non solo delle povere vittime, ma di tutti quanti. Fosse per me non avrebbero avuto alcun tipo di processo, l’ergastolo (che è comunque troppo poco) direttamente e in cella di isolamento fino alla fine dei giorni.

  2. Mark Papercraft Says:

    Io non li avrei fatti stare in cella insieme…li avrei spediti uno al polo sud e l’altra al polo nord.

  3. Alessia Says:

    Quei due sono seriemente disturbati. Ma tanto qui in Italia danno l’infermità mentale a tutti, quindi non sconteranno ciò che realmente gli spetterebbe.
    Che schifo!

  4. The great Syd Says:

    Li osservo e penso che la loro indifferenza al processo faccia parte del piano studiato coi legali a tavolino per farsi dare l’infermità.
    Io staccherei le p***e a lui e taglierei le mani a lei ma, da cristiano, devo attendere paziemntemente di vedere cosa faarà Dio di loro.

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