Terrore in un asilo.

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Uo uomo si barrica dentro per sei ore.

Una mattinata di un giorno da cani hanno commentato alla fine, con esplicito riferimento al vecchio film con Al Pacino, i poliziotti di Reggio Calabria che solo dopo sei ore sono riusciti a calmare prima e a bloccare poi un uomo, Cristian Familiari, 32 anni, che, nell’asilo ‘Il Girotondo’, ha tenuto in ostaggio una decina di bambini ed una maestra.

Alla fine tutto è finito bene ma ci sono stati momenti di tensione, di rabbia e paura dentro e fuori l’asilo nido in un quartiere alla periferia sud di Reggio Calabria. Tutto ha avuto inizio poco dopo le 9,30 quando Familiari ha bussato all’asilo e, fingendosi il padre di uno dei bambini, si é fatto aprire la porta. Una volta all’interno ha estratto un taglierino ed ha iniziato a urlare frasi incomprensibili. Faceva riferimento a documenti, denaro, alla sua dignità di uomo. Nelle piccole stanze dell’asilo c’é stato il panico. All’esterno, intanto, sono giunti i primi poliziotti, poco dopo il capo della squadra mobile, Renato Cortese, il poliziotto che ha catturato Bernardo Provenzano, ha avviato un primo dialogo con Familiari.

La folla di curiosi si è fatta sempre più fitta e, davanti all’asilo, sono giunti anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, il procuratore della Repubblica, Franco Scuderi, ed il questore, Santi Giuffré. E’ iniziata subito una trattativa, agevolata da una finestra con un vetro rotto attraverso la quale Familiari ha parlato ed ha avanzato le sue prime richieste che consistevano nella somma di cinquecentomila euro.

Poi però ha precisato che “non si trattava di soldi. Voglio solo riconquistare la mia dignità di uomo”. In realtà Familiari è apparso subito in uno stato di agitazione, probabilmente dovuto a sostanze psicotrope. La tensione si è ridotta quando davanti all’asilo sono giunti alcuni dei familiari del trentaduenne. E’ nato subito un dialogo che poi è stato proficuo per l’esito della vicenda.

E così dopo tre ore di trattative e dialoghi uno zio di Familiari è riuscito a convincerlo a liberare uno dei bambini, Andrea, di quattro anni. Altri cinque ragazzini sono poi usciti in rapida successione dall’asilo e sono stati affidati ai loro genitori. Ma la trattativa è proseguita e quando ormai Familiari era visibilmente meno nervoso un gruppo di poliziotti, con una azione fulminea, ha fatto irruzione nell’asilo e lo ha bloccato ed arrestato. All’uomo è stato subito tolto il taglierino, è stato fatto salire a bordo di una automobile della polizia ed accompagnato negli uffici della questura di Reggio Calabria.

All’uscita dall’asilo però non sono mancati attimi di tensione perché la folla che si era radunata ha tentato di colpire Familiari con calci e pugni. I poliziotti sono riusciti però a far allontanare velocemente l’automobile ed a ripristinare la calma tra le persone che affollavano la strada adiacente all’asilo. “Il percorso di dialogo fatto - ha detto il questore di Reggio Calabria, Santi Giuffré - è risultato vincente e determinante per il buon esito della vicenda. E’ stata sicuramente utile quella vetrata trasparente dell’asilo che ci ha permesso di poter instaurare con Familiari un dialogo che poi é stato proficuo”.

Il vice ministro all’Interno, Marco Minniti, in un messaggio rivolto al capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, ha un ringraziamento per tutti coloro che hanno partecipato all’azione che ha permesso di bloccare il sequestratore e liberare la maestra e gli altri bambini. Soddisfazione per il buon esito della vicenda è stata espressa anche dal presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero.

[fonte Ansa.it]


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