Tragedia di Molfetta.

I ricordi del superstite: “Così ho visto morire i miei amici”.
Cosimo Ventrella, 57 anni, è l’operaio sopravvissuto all’incidente di Molfetta. “Mi sono arrampicato sulla cisterna - racconta a Repubblica - e li ho visti là in fondo. Sentivo qualche voce, speravo di salvarli”. Ventrella non si è calato perché aveva intuito il pericolo. Ha cercato inutilmente di dissuadere il titolare a scendere nella cisterna. “Mi sono morti sotto gli occhi, li ho visti là in fondo e non ho potuto fare niente”.
Il suo è un drammatico racconto. “Davvero ho fatto tutto quello che potevo, non li ho sentiti chiamare, probabilmente quel gas è immediatamente letale. E’ stato un attimo, mentre mi trovavo nella cabina. Appena mi sono accorto che ero rimasto da solo, ho realizzato che fosse successo qualcosa. E sono andato subito da loro”. Ventrella lavorava lì da dicembre.
Probabilmente le misure di sicurezza non sono state state rispettate, sembra che nessuno avesse indossato le maschere di sicurezza. “Non lo so, non ricordo esattamente. Posso soltanto dire che ho sempre fatto questo mestiere, sono di esperienza. Io così come i miei amici. Eravamo gente prudente, nessuno si è improvvisato. E invece guardate un po’ cosa è successo, questa tragedia: quella scena ce l’ho e ce lo avrò sempre davanti agli occhi. Io oggi ho smesso di vivere, così come i miei colleghi”.
Lo zolfo gli ha bruciato le vie respiratorie ma Ventrella sta bene, assicurano i medici. Erano tutti esperti. Dopo l’arrivo del camion, racconta il superstite, la botola è stata aperta e lasciata così per qualche ora: “Volevamo fare evaporare i gas per evitare problemi”.
Ventrella è entrato nella cabina di guida del mezzo, i suoi colleghi hanno cominciato a lavare la cisterna. “A un certo punto non ho sentito e visto più nessuno intorno. E’ stato un attimo, mi è bastato per capire tutto”.
“Mi sono arrampicato sulla cisterna - continua l’operaio - e li ho visti là in fondo. Sentivo qualche voce, speravo di salvarli. Ho messo la testa, mi sono legato, poi ho buttato quella fune per cercare di tirarli su”. Quando è arrivato il titolare dell’azienda, “gli ho detto di non calarsi, avevo capito il pericolo, ma non mi ha voluto sentire. Io non ho moglie, non ho figli, solo un fratello e una sorella. E poi i miei amici, i miei colleghi erano tutto quello che avevo. Niente di più. Loro, soltanto loro: mi sono morti sotto gli occhi”, ripete incessantemente.
Non avevano le mascherine, un dettaglio che si è rivelato fatale. “Io non ho visto nessuno con la mascherina, così come non mi sembrava ci fossero protezioni di nessun tipo. In ogni caso non si possono dimenticare quelle scene, quei cinque corpi in fondo alla cisterna uno sopra l’altro”, conferma uno dei soccorritori.
[fonte Tgcom]
Argomenti: cisterna, dramma, incidente, indagini, Molfetta, morti, operaio
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