Turismo sessuale: la vergogna della prostituzione infantile.
Un business da cinque milioni di dollari. Coinvolti milioni di uomini, donne e bambini tra gli otto ed i sedici anni. Estremo Oriente e il Sud Est Asiatico le mete più battute. Nel solo Brasile, poi, oltre 500mila i piccoli coinvolti. Il mercato fa fiorire anche nuovi fenomeni: a Cuba impazzano da qualche anno donne italiane in cerca di gigolo caraibici.
Ricordate gli italiani che si armavano di calze di nylon e partivano per l’Europa dell’Est in cerca di sesso facile? Altri tempi. Quel turismo sessuale un po’ casareccio e caciarone ci fa persino sorridere se paragonato a quello nato una vent’anni d’anni fa in concomitanza con l’abbassamento dei costi dei voli intercontinentali e l’esplosione delle offerte dei tour operator su scala mondiale. Oggi il turismo sessuale è un business globale che fattura cinque milioni di dollari l’anno e coinvolge milioni di uomini, donne e bambini. Nel Sud del mondo esistono oggi milioni di persone che - più per costrizione che per scelta - si prostituiscono con clienti provenienti soprattutto da Stati Uniti, Europa e Giappone. Un giro d’affari sommerso ed enorme, la cui manodopera è costituita da donne, uomini e bambini.
Già , i bambini. L’aspetto più vergognoso del turismo sessuale è proprio quello legato alla prostituzione minorile. Sono oltre due milioni i minori al di sotto dei quindici anni costretti a prostituirsi. Il resto soprattutto in Estremo Oriente e nel Sud Est Asiatico in particolare. Le più colpite sono le bambine tra gli otto e i sedici anni, ma in molte regioni l’età delle baby prostitute scende fino a 4 anni. La Thailandia, in particolare, è divenuta negli ultimi dieci anni la meta più ambita del turismo sessuale pedofilo. I bambini provengono spesso dall’entroterra, da villaggi sperduti nella foresta tropicale.
Quasi sempre le famiglie vendono i bambini che non riescono a sfamare, in cambio di qualche migliaio di dollari e con la speranza di avviarli verso un futuro migliore. Il bambino venduto finisce subito in un bordello di Bangkok o di qualche altra città , dove diventa un oggetto nella mani del suo padrone. Questo orribile commercio avviene quasi sempre con la complicità delle autorità . Il perché è presto detto: il turismo sessuale in Thailandia ha triplicato il numero di turisti. In particolare la prostituzione infantile (in genere più costosa proprio perché più difficile da trovare nei Paesi ricchi) è divenuta uno strumento di introito di valuta straniera. I governi perciò sanno, ma tacciono perché quel denaro serve comunque a ridurre il deficit della bilancia dei pagamenti.
Ma non c’è solo la Thailandia. Nelle Filippine si calcolano un milione e 200mila bambini di strada, quasi tutti coinvolti nel mercato del sesso. Nello Sri Lanka si prostituiscono oltre 10mila bambini. In Brasile si arriva alla mostruosa cifra di 500.000 bambini che si prostituiscono. Altre aree a rischio: Colombia e Venezuela in America Latina. Russia,
Polonia e Romania nella vecchia e “civile” Europa. In Sudan esiste una tratta di minori venduti come schiavi sessuali in Egitto, Marocco e Arabia Saudita. Spesso questi bambini diventano “attrazioni” per il turista sessuale, soprattutto per quello proveniente dal Giappone. Il mercato della prostituzione infantile conosce anche delle aree di “specializzazione”. In Estremo Oriente ci sono più vittime di sesso maschile, mentre in America Latina sono le bambine le più richieste.
Il turismo sessuale è oggi punito esplicitamente da una legge italiana approvata nel 1998. In pratica, un cittadino italiano denunciato per pedofilia all’estero, viene perseguito anche dalla legge italiana, indipendentemente dall’iter giudiziario del Paese in cui è scattata la denuncia.
Difficile individuare le ragioni alla base del turismo sessuale. Una spiegazione facile individua in patologie individuali la radice del problema. Ma questo non spiega una diffusione così massiccia di questa pratica e non spiega nemmeno perché persone assolutamente “normali” a casa propria, diventino delle belve in Thailandia o in Brasile. Il Governo tedesco ha stimato che in Germania ci sono 50.000 persone che consumano pornografia infantile e che si recano regolarmente in paesi del cosiddetto Terzo Mondo per soddisfare più liberamente le proprie tendenze grazie al potere del denaro.
C’è perciò una chiara componente socio-economica del fenomeno. Il turismo sessuale lo pratica chi ha il denaro e il potere di farlo. Una volta era il maschio occidentale a procurarsi sesso facile regalando jeans e collant alle ragazze russe o polacche. Oggi si registrano fenomeni diversi. A Cuba, ad esempio, impazzano da qualche anno donne italiane in cerca di gigolo caraibici (chiamati jineteros, “cavalcatori”). Il prezzo varia a seconda delle prestazioni e delle situazioni. Si va dall’ingresso alla discoteca (in molti casi riservata ai turisti e proibita ai cubani) a qualche decina di dollari. Paese che vai, turismo sessuale che trovi.
[fonte: Indicius.it]
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Una storia molto toccante che descrive la triste realtà di centinaia di migliaia di bambini del sud est asiatico, alla mercé di persone senza scrupolo che per facile guadagno non esitano a portare alla distruzione la vita di creature innocenti.
Atitaya perse il papà quando aveva 6 anni. Da allora viveva con la nonna e due fratelli più grandi in un villaggio nella foresta del nord della Thailandia.
La sua famiglia era molto povera: poteva a mala pena comprarsi da mangiare, senza la minima possibilità di permettersi di mandare i bambini a scuola.
Quando aveva dieci anni, comparve nel villaggio una donna cinese, che stava cercando ragazze da mandare a lavorare a Bangkok. La donna disse alla madre di Atitaya che vi erano molte possibilità di lavorare in città , e che lei poteva facilmente trovarne uno per Atitaya così che lei poteva sostenere la famiglia.
La donna offrì alla madre 100 dollari (una somma che lei non aveva mai visto in tutta la sua vita) affinché la piccola potesse andare con lei.
Dopo molti abbracci e lacrime, Atitaya e sua madre si lasciarono, consapevoli che quella era l’unica scelta possibile perché la famiglia uscisse dalla condizione di estrema povertà in cui si trovava.
La piccola Atitaya venne portata a 1.500 chilometri lontano dal suo villaggio per svolgere il suo nuovo lavoro: prostituta in un bordello di Bangkok.
Dato che parlava solo il dialetto della sua tribù, la piccola non poteva nemmeno comunicare con quelli che le stavano attorno, che parlavano il Thai.
La tenutaria del bordello la picchiava e le iniettava del Valium per renderla più docile; anche gli uomini che la compravano per un’ora o due di vergognoso commercio la picchiavano.
Quando non “lavorava”, veniva tenuta in una camera chiusa a chiave. Nel buio, Atitaya sognava disperatamente di ritornare a casa, di sfuggire al sua incubo, ma la porta era ben serrata dall’esterno.
Il commercio a scopo sessuale dei bambini non distrugge solo il loro spirito e la loro anima, ma anche i loro corpi. Ad oggi, più di 3 milioni* di bambini nel mondo sono morti di AIDS, ed ogni giorno si vanno aggiungendo 1.600* nuovi casi, la cui causa primaria è la prostituzione.
Studi condotti in Tailandia e India indicano che dal 50 al 90%* dei bambini impiegati in questo traffico è affetto da HIV.
L’HIV, nella maggior parte dei casi, è una condanna a morte certa per questi piccoli, ma non solo: coloro che si sa essere infetti vengono automaticamente discriminati ed emarginati per quel periodo di tempo che resta loro da vivere.
Inoltre, diversi indagini hanno rilevato che l’uso di sostanze stupefacenti sia altissimo tra i bambini abusati e che assumono alcool e droghe come mezzo per attenuare il dolore della loro disperazione. E fin troppo spesso, la loro vita termina nel suicidio.
L’estensione del danno inflitto ai bambini abusati sessualmente, sia emotivo che psichico e spirituale, fa sì che sia quasi impossibile un pieno recupero ed una totale reintegrazione nelle famiglie e nelle comunità di appartenenza.
Per i bambini e per le famiglie povere che sono a rischio di soccombere ai predatori di bambini, la migliore protezione consiste nel fornire loro qualche alternativa con l’assistenza. Il cuore della povertà non è la mancanza di beni o di denaro, ma è l’assenza di speranza, e l’assenza di speranza è basata sulla carenza di iniziative.
Argomenti: pedofilia, povertà , prostituzione, sesso, sfruttamento
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November 8th, 2007 at 2:03 am
Ho appena finito di guardare il programma “C’era una volta”, su rai tre. Si parlava della Thailandia e del costante e sempre maggiore sfruttamento della prostituzione (infantile e non) da parte dei turisti. Storie da far venire i brividi. Bambine vendute dai genitori per pochi dollari, bambine costrette a subire costanti violenze, picchiate, violentate, trattate come se fossero bestie.
La cosa che più mi ha fatto schifo, è stato ascoltare le storie dei turisti che si vantano di andare in questi posti per poter soddisfare le loro voglie più sfrenate, il tutto per una spesa minima dato che le “tariffe” delle prostitute Thailandesi sono bassissime.
Vecchi bavosi (l’età media dei consumatori va dai 45 ai 60) che si approfittano della povertà che dilaga in quei luoghi, che sfruttano a piacimento le ragazzine, e ne sono felici. Alcuni hanno affermato che lo fanno per loro, per dargli almeno la possibilità di comprarsi un panino altrimenti morirebbero di fame.
Questa gente fa venire il vomito, fosse per me istituirei la castrazione chimica per gente simile.
Non sono mancati nemmeno gli italiani tra gli intervistati. Un gruppo di ragazzi si vantava di aver fatto sesso per tutta la notte con una ragazzina (non avrà avuto 16 anni) per meno di 50€. Lo chiamano “il paradiso” … e certo, per loro socuramente lo è, ma sono così ebeti da non comprendere che per quelle ragazze tutto è tranne che un paradiso.
Per non parlare poi di tutti quegli schifosi che col sorriso in faccia raccontavano delle loro avventure sessuali con le bambine, perchè in Thailandia si può fare sesso anche con le bambine che hanno meno di 6 anni, cosa che invece ( a detta loro) è difficile fare in posti tipo il Brasile … io mi domando come si fa ad essere così schifosi, così porci, così infami.
Quando mi capita di ascoltare commenti simili mi vergogno di far parte del genere umano.
L’unica cosa che mi viene da dire è solo questa: schifo!
Se quelle donne (la maggior parte delle donne che si prostituiscono in generale) potessero scegliersi la vita, nessuna sceglierebbe di ridursi a carne da macello per pochi spiccioli, in mano di gente che va lì solo ed esclusivamente per fare i porci comodi suoi.
Nessuna donna vorrebbe vendersi, ma spesso la povertà e la disperazione non ti danno scelta.
Quindi chi è da condannare, la prostituta, o gli schifosi che pagano per certi servizi?
Più ripenso al servizio di rai tre e più mi viene il voltastomaco.
November 10th, 2007 at 4:42 am
E pensa che questi servizi, che ai più danno il voltastomaco e sono una giusta denuncia contro questi atti ignobili e immondi, per i malati sono ancora più stimolo a partire al più presto.
November 10th, 2007 at 2:49 pm
Se la gente è malata, che si andasse a curare!
Chi trova piacere nel pagare una donna per seviziarla, picchiarla e poi usarla a piacimento solo per sfogare le proprie frustazioni sessuali ed esistenziali ha seri problemi, non solo mentali.
Peggio ancora chi va in questi posti esclusivamente per sfruttare sessualmente i bambini.
La castrazione chimica è troppo poco: questi esseri devono essere dati in mano alla folla … allora si che avrebbero ciò che si meritano.
Luridi schifosi bastardi.
March 4th, 2008 at 11:27 pm
E’ importante un’analisi lucida.
Conosco piu’ o meno direttamente il mondo della prostituzione ed indirettamente quello del turismo sessuale e posso affermare che la storia dei/delle minorenni disponibili ai turisti è al 99% una bufala!
Chi abbia un minimo di conoscenze del mondo del sesso mercenario sa benissimo che uno dei fattori piu’ importanti nella scelta della “merce”(ragazza) è l’età . Una qualunque prostituta che sembra piu’ giovane dichiarera’ un’età inferiore.
CI sono posti dove ragazze per farti il prezzo doppio (anche in Italia) ti dicono che hanno 15-16 anni, non è vero! All’estero gli stessi gestori dei bordelli non prenderebbero mai delle minorenni sia per moralismo, sia perchè le leggi in materia sono severissime in tutto il mondo.
In Thailandia addirittura l’età legale per la prostituzinoe è 21 anni! quindi se uno cerca minori disponibili apertamente la Thailandia è proprio il luogo meno adatto!
Ma è pur vero che molte ragazze asiatiche sembrano piu’ piccole agli occhi degli occidentali e allora il trucco (o la truffa) riesce bene e quindi tutti a dire: che schifo questi pedofili che vanno con le bambine!
La prostituzione minorile esiste ma è “underground” e non certo per turisti. Chi riesce ad entrarci diventa tristemente famoso (ricordo un servizio delle jene su un italiano …)
Il resto è puro e semplice moralismo su attività sessuali tra adulti consenzienti. Sul limite dei 18 anni come barriera tra l’essere normali e schifosi pedofili ci sarebbe molto da discutere soprattutto in una società dove entri in una qualunque discoteca e vedi ragazzini di 12-13 anni limonare di brutto ( o meglio stuprarsi a vicenda).. e fanno concorsi di bellezza con protagoniste 15enni, ma lasciamo perdere questo discorso…
March 5th, 2008 at 12:54 am
Di conoscenze del sesso mercenario non ne ho, e sono felice di non averne. Mi attengo a quello che leggo/vedo/sento … ovviamente non sarà totalmente come si racconta in tv, ma è vero che ci sono persone (non parlo solo di italiani) che vanno all’estero per trovare sesso facile e giovane (con giovane ti parlo di ragazze o ragazzi minorenni). Le leggi, come dici tu, saranni pure severe, ma evidentemente una scappatoia c’è perchè si leggono certe notizie (documentate legalmente) da far venire i brividi.
La prostituzione minorile purtroppo esiste, e molto spesso è alimentata dai genitori stessi per disperazione (ti parlo di paesi in cui la povertà dilaga). Non mi scorderò mai il servizio mandato in onda dalle iene (credo sia lo stesso che hai visto tu) e un altro mandato in onda da rai tre circa un anno fa dove venivano intervistate delle mamme che ammettevano apertamente di dare i loro bambini per qualche ora ai signori “ben vestiti” (così li chiamavano) per soldi. Parliamo di bambini la cui età difficilemente superava i 10 anni.
Sul fatto della società attuale non posso darti torto, basta andare in giro per vedere cose a dir poco allucinanti provenire da ragazzini che hanno ancora il latte in bocca.